Strutturalismo: nascita, sviluppo, applicazioni

di Raffaella Faggella

Lunedì 9 Marzo 2009 "uscita n. 4"

Antichissima è la storia del termine struttura. I latini ne conoscevano non solo un uso proprio (da struere) nel significato di ordinamento, di disposizione ordinata di elementi in un tutto unico, cioè di una organicità che avesse in sé le caratteristiche di coerenza e di unitarietà. In tale significato essi lo riferivano all’architettura per cui struttura architettonica di un tempio, ad esempio, per essi non era altro che l’insieme delle sue parti in equilibrata armonia, parti che pur non cessando di avere valore in sé costituivano insieme il complesso della costruzione. I latini inoltre dimostrano di conoscere l’uso traslato del termine, attestato in Cicerone (verborum structura) e in Quintiliano, riferito alla prosa, e in Ovidio (carminis structura) con chiaro riferimento alla poesia.Tali considerazioni servono a dimostrare i legami consistenti dello strutturalismo con la tradizione ed in particolare con il classicismo antico e nuovo da cui gli strutturalisti estraggono i principi fondamentali della retorica. Si pensi ad esempio alla necessità di conservare la qualifica dei generi letterari, per quanto già battuti in breccia non solo dai romantici ma anche dalla critica estetizzante o neoidealistica. Gli strutturalisti comunque pur rispettosi della retorica e convinti del  suo valore si sforzano di rifondarla dalle radici andando alla ricerca di una ricostituzione dei generi e dei loro principi primi. Le attestazioni dei latini dimostrano che non è nuovo il concetto di struttura, che anzi rimonta molto indietro. Ma qui non si tratta solo trovare le anticipazioni del concetto, ma si vuole fare brevemente la storia dello strutturalismo storico, della sua genesi e del sue applicazioni a diversi settori del sapere.

In effetti, lo strutturalismo si pone fin dalle sue origini come un “puro metodo” che, pretendendo di estendere i suoi postulati e le sue tecniche ad una sfera di problemi sinora riservati alle cosiddette “scienze dello spirito”, deriva i suoi principi epistemologici dalle scienze a cui si ispira ed in particolare dalla Linguistica Generale. Possiamo pertanto fare la prima sicura affermazione: Lo strutturalismo nasce nel campo della linguistica che riconosce in F. De Saussure il suo iniziatore e fondatore. Lo strutturalismo linguistico oltre che un padre ha anche una sua storia ed una sua patria di origine - la Russia – dove esso si sviluppò e donde si diffuse a creare varie scuole nei paesi in cui fu accolto (non è improprio il concetto se pensiamo alla figura di Jacobson e alla sua presenza di esule prima a Praga e poi in America) secondo una linea di sviluppo che saldava l’opera di Saussure al Formalismo russo, alla cosiddetta Scuola di Praga, al New Criticism  inglese e americano, alla rivoluzione epistemologica di Claud Levi-Strauss, il maggior rappresentante dello strutturalismo francese, e di lì in Italia attraverso la mediazione americana (Wellek e Warren) e francese (Nouvelle critique) a causa della omologia culturale che unisce l’Italia a questo paese.

Per capire i legami profondi che uniscono lo strutturalismo alla linguistica generale basta aprire le prime pagine del Cours per ritrovare tante parole e tanti concetti, che incontriamo per la prima volta nel libro saussuriano e che al loro primo apparire furono ritenuti di portata rivoluzionaria, per essere poi riutilizzati nei più disparati campi di ricerca. L’elenco è lungo, pertanto ci limiteremo a riferire i più importanti di cui daremo anche la definizione possibilmente corrispondente a quella del Saussure:

 

Langage: multiforme ed eteroclito in quanto appartiene a parecchi campi, compreso il dominio sociale e individuale. Non viene definito. Saussure dice:”non si lascia definire”.

Langue:  è un fatto sociale, un sistema disegni che il soggetto parlante acquisisce all’atto  del contratto sociale. Non può essere modificato dal soggetto, ma subisce solo modificazioni dal tempo e dalla vis civitatis ( la forza sociale).

Parole:  fatto individuale, è la parte attiva ed esecutiva della langue, è la realizzazione delle virtualità contenute nella langue, che in potenza contiene la parole, a sua volta resa pratica della langue in un soggetto parlante.

Segno:   Saussure è nemico dei nominalisti, odia la parola nomenclatura, i segni non sono dati da Adamo che volle mettere il nome alle cose, ma sono arbitrari. E’ il primo principio della semantica: il segno non unisce una cosa e un nome, ma un concetto e un’immagine acustica. L’immagine  acustica  non è il suono assoluto ma un’entità psichica a due facce: la traccia psichica del suono, per quando si diffonda nell’aria come fenomeno, ha la sua dimora nel cervello del parlante.

Egli così rappresenta il segno:

                                                   Concetto (o idea)

                                                ----------------------- 

                                                  Immagine acustica

Sostituiti poi da Significato ( classi o raggruppamenti di sensi) e Significante (classi o raggruppamenti di fonie).

Ma il segno, al di là delle definizioni, che cos’è? A quali parti del nostro discorso corrisponde? Il concetto non è univoco in Saussure, giacché una volta egli sembra pensare all’entità più piccola della frase, cioè al vocabolo; altrove con segno sembra intendere ogni entità linguistica: il monema ( la più piccola unità di misura della frase) o il fonema ( la proposizione o la frase stessa).

 

Sintagma: E’ per Saussure una catena di parole (almeno due) le quali si schierano le une dopo l’altra sul tipo della linea, come gli anelli di una catena. In tal modo si forma un Sistema Linguistico. Il sintagma è pertanto la base del sistema linguistico.

Fonema: la parola fonema è un heureux trouvè  per indicare in generale le vocali e le consonanti. Esso è la somma delle impressioni acustiche accolte dall’udito. E’ un’unità complessa.

Fonologia: distinta da fonetica (studio dei soli suoni) in quanto si occupa di studiare i segni. Valore linguistico, model, circuit de paroles, unitè sitagmatique etc.

Sincronia e Diacronia : Saussure ritiene che la linguistica dovrebbe comprendere sia lo studio sincronico che diacronico ; ma alla fine dichiara “la linguistica è lo studio sincronico della langue”.

Struttura: forse.

Anche se non è certo che egli abbia adottato il termine struttura, certamente la sua espressione sistema linguistico ha lo stesso significato di struttura linguistica, espressione fatta propria dallo strutturalismo linguistico.

 Comunque il termine struttura – come ci informa Bastide (Uso e significato del termine struttura) - era adottato nel 1962 ( di questa data è il saggio) già da più di un quindicennio non solo nella linguistica ma anche in altri campi del sapere quali la biologia, la storia dell’arte, l’economia, il diritto, la psicologia, la psicanalisi, la sociologia. Ciò serve a dimostrare la diffusione direi universale del termine struttura, le cui adozioni Bastide ha cercato di chiarire. Il saggio ci è anche utile in quanto così definisce la nozione di strutturalismo” Sistema vincolato tale che un cambiamento apportato ad un elemento comporta un cambiamento anche negli altri elementi”. Una definizione simile, ma più completa, ci viene offerta da Lalande (Dizionario di filosofia, Isedi, Milano): “Struttura è un tutto formato di fenomeni solidali, tale che ciascuno dipende dagli altri e non possa essere quello che è se non in virtù della sua relazione con essi”.

Ai primi del ‘900 negli stessi anni e negli stessi luoghi furono elaborate soluzioni incredibilmente coincidenti: come ad esempio il Movimento formalista tedesco di Walzer e Wolflin, che si sforzarono di applicare i principi dello strutturalismo alle arti belle. La nuova epistemologia fu adottata nei più diversi campi e fece sentire i suoi effetti anche nella fisica e nella matematica ( nascono la fisica quantistica e la matematica moderna); ad essa si ispirò Husserl nel fondare la sua fenomenologia. Gli effetti furono avvertiti anche nel campo degli studi del profondo (nasce la Gestalt, autentica rivoluzione copernicana nel campo della psicologia). In ogni campo del sapere, dalle scienze naturali alle scienze sociali si verificò un’autentica rivoluzione epistemologica. Quali le ragioni di dello svolgimento di un fenomeno così generale? Tutte le discipline cercarono di dare una risposta alla crisi dello scientismo e al conseguente crollo dei valori legati alla visione della vita di tipo positivista. In ogni campo si studiarono risposte alla crisi dei modelli interpretativi legati alla scienza del ‘800 e al Positivismo per cui nulla era più certo; non solo le leggi che gli scienziati avevano estratto studiando la natura, ma il mondo oggettivo stesso (Crisi dei fondamenti). Occorreva trovare nuove leggi e nuovi metodi per accostarsi alla natura, bisognava trovare nuovi metodi per rifondare le varie discipline. Lo Strutturalismo, metodo nato dalla scienza linguistica, si offrì e fu accolto variamente.

Tutta l’opera di Levi-Strauss, ad esempio è un modello di analisi strutturale applicata alle scienze sociali. Tutti quelli che si occupano dello strutturalismo non possono non rapportarsi alle sue idee raccolte innanzitutto in L’analisi strutturale in linguistica e in antropologia. Egli è ritenuto il padre dell’antropologia strutturale, in quanto ha il merito di aver trasferito il metodo strutturale nel campo delle scienze umane. L’incontro con il nuovo metodo Strauss lo fece durante il suo esilio americano(1940) allorché conobbe Jacobson, uno dei maggiori formalisti, che gli fece comprendere l’importanza della linguistica ed in particolare della fonologia che Strauss definì:”una scoperta rivoluzionaria”.Proprio dalla fonologia egli dedusse conseguenze fondamentali per le scienze umane (antropologia e sociologia), convinto che quest’ultima avesse nei confronti delle scienze sociali lo stesso compito rinnovatore che aveva avuto la fisica nucleare per l’insieme delle scienze esatte. La fonologia, nata nell’attività del Circolo Linguistico di Praga ad opera dei formalisti, che avevano sostituito allo studio empirico dei suoni (fonetica)  lo studio dei segni quali unità minime della lingua (la fonologia appunto), aveva fondato un metodo sicuramente scientifico che poteva essere applicato benissimo alle scienze umane, in particolare all’antropologia e alla sociologia. Strauss applicò di fatto i metodi della linguistica allo studio dei rapporti di parentela, a proposito dei quali il sociologo si trovava a suo dire in una situazione formalmente simile a quella dei linguisti e dei fonologi. Egli sostenne: “come i fenomeni i rapporti di parentela sono elementi di significato”, e in quanto tali si spiegano solo se inseriti in un sistema che egli definì:Sistema dei rapporti di parentela. L’adozione di Strauss delle tesi strutturaliste dimostra la progressiva diffusione del movimento in tutti i campi del sapere.

Allorché Levi-Strauss pubblicò nel 1948 Le strutture elementari di parentela, cui seguì a distanza di dieci anni L’antropologia strutturale si ebbe un’autentica rivoluzione delle idee. In Francia scoppiò un vero e proprio caso che invitava a nuove riflessioni e che indusse gli spiriti a pensare a nuovi metodi. L’applicazione dello strutturalismo alle scienze umane ed in particolare alla sociologia mandava in crisi le antiche metodologie. Per la fortuna delle tesi di Strauss assistiamo, infatti, ad una revisione critico-strutturale in diversi settori del sapere. Furono soprattutto quattro intellettuali che sottoposero a profonda trasformazione i metodi di studio delle loro discipline: Levi-Strauss (sociologia),Althusser (critica letteraria), Foucolt (filosofia della storia, Lacan (psicanalisi). Essi, tenuti insieme dall’accettazione della nuova metodologia strutturale diedero origine ad un movimento organico dotato di una specifica epistemologia che cercò di opporsi alla cosiddetta filosofia dell’impegno che in quegli anni dominava la scena culturale della Francia del dopoguerra. La filosofia dell’impegno aveva richiamato in quegli anni molti intellettuali di formazione storico-umanistica nei partiti della sinistra col proposito di assegnare al ruolo dell’intellettuale una funzione organica. Strauss, Althusser, Foucolt e Lacan, prospettando nuove direzioni di indagine, non solo indicarono la strada di una rivoluzione metodologica ma riponevano in discussione il ruolo dell’intellettuale nella società. Essi, accordando un grandissimo privilegio ai metodi formali e scientifici, di fatto postulavano una netta superiorità della scienza nei riguardi della cultura  di tipo filosofico. Uno dei caratteri dello strutturalismo francese degli anni sessanta, alimentato dall’insofferenza che alcuni gruppi intellettuali provavano nei riguardi del pensiero di Sartre, fu proprio il ripudio dell’ideologia, cui opponeva in campo antropologico e storico i procedimenti scientifici dedotti dal nuovo movimento.

Attraverso la mediazione francese lo strutturalismo fece sentire anche da noi i suoi effetti negli anni cinquanta, suscitando un dibattito che ha prodotto però i suoi frutti e le sue applicazioni solo dieci anni più tardi negli anni sessanta. Perché lo strutturalismo è penetrato più tardi in Italia? Perché ha avuto risultati meno consistenti di quelli ottenuti negli altri paesi? Si possono dare molteplici spiegazioni, ma generalmente concorrenti: il “provincialismo culturale”; la presenza ingombrante del Croce e della sua dottrina, modello di ideologia della conservazione della classe borghese, creatrice di una cultura a sua immagine e somiglianza ( infatti ciò che è nuovo in questo periodo fiorisce al di fuori dell’ideologia della classe al potere – si pensi alla tarda fortuna dei nostri scrittori di avanguardia Svevo e Pirandello e al fenomeno Gramsci); la trasformazione dello stato borghese nel regime totalitario fascista, che in nome dell’autarchia culturale chiudeva gli occhi di fronte alle più importanti novità culturali che venivano da fuori.