Chi siamo

Perché “Il Capricorno”? Che cosa ci ha guidati, e quale è la ragione di un titolo siffatto per una rivista che, come risulta dal Sommario, ha scelto di trattare argomenti diversi dall’astrologia? Risponderemo che non c’è ragione di dubitare che il cammino degli astri, sia quello del sole che delle altre stelle, entra spesso in congiunzione con il corso della vita degli uomini, finendo per condizionarne in qualche modo il destino.

Il Capricorno, costellazione astrale e decimo segno dello zodiaco, è tra le meno splendenti del diorama celeste, tanto che solo il Cancro gli è inferiore per luminosità. In effetti il segno non ha stelle molto splendenti: le due più grandi sono solo di terza grandezza, le altre sono di quarta o addirittura di quinta dimensione. Ciò non vuol dire, tuttavia, che essa sia inferiore alle altre per valore, anzi. L’assenza di stelle particolarmente splendenti nel Cancro e nel Capricorno, insieme al fatto che il sole raggiunge nel Cancro la più alta declinazione e nel Capricorno la più bassa, fece sì che già gli antichi Greci definissero l’una “il cancello nord del sole”, l’altra “il cancello sud”, indicando con queste due immagini i limiti fondamentali della vita. Secondo Porfirio, il più celebre alunno di Plotino, le anime scendendo dal cielo sulla terra per reincarnarsi sfilavano prima attraverso il celeste cancello del Cancro, poi, compiuto il loro corso vitale, ritornavano nella loro patria celeste passando attraverso il cancello del Capricorno.

L’uomo, come si vede, ha  ricercato in ogni tempo nella volta del cielo una correlazione fra i propri bisogni e vari fenomeni cosmici. Ci è sembrato, pertanto, di buon auspicio scegliere il nome e l’immagine del Capricorno, che è anche il nostro segno zodiacale, quale emblema di una rivista che tra l’altro si propone di muoversi nella rete celeste. Non mi va di credere, inoltre, che sia solo un caso che il disegno della stessa rivista si sia concretizzato nell’ultimo mese dell’anno, cioè proprio nel momento in cui più fortemente si fa sentire l’influsso benefico di questa costellazione. Siamo più che mai convinti che tutte le imprese, comprese quelle editoriali, per avere successo hanno bisogno, oltre che di mezzi e di una ferma volontà di riuscire, anche dell’aiuto del cielo e dei suoi più importanti punti di riferimento. Speriamo, pertanto, che anche per noi valga il senso profondo delle parole con le quali il grande maestro di Dante, Brunetto Latini, si augurava che il suo allievo avesse un destino non mediocre: “ Se segui tua stella, non puoi fallire a glorioso porto…( Inf. XV, 53-54)”.

                                                       Marino  Faggella