Progettare per moduli: dal programma alla programmazione curriculare (documento sintesi di un progetto interdisciplinare avviato in alcune classi di un triennio liceale con visualizzazione di alcuni percorsi)

di Marino Faggella

Mercoledì 17 Settembre 2008 "uscita n. 3"

Prima di entrare nel discorso della pratica programmazione modulare disciplinare ed interdisciplinare del curricolo, e di tracciare le linee di svolgimento dettagliato di un modello di percorso educativo in grado di fornire spunti di riflessione ed eventuali suggerimenti didattici ai docenti, particolarmente a quelli che si trovano nella fase iniziale della professione, mi pare opportuno chiarire il binomio programma-programmazione per evitare di introdurre un’astratta dicotomia. A livello dei termini già si nota una chiara differenza: il concetto di programma, infatti, richiama alla mente qualcosa di statico, di chiuso o di definito una volta per tutte; la programmazione, al contrario, fa intendere qualcosa di dinamico, un processo, un’azione di svolgimento. Sul piano operativo il programma viene a configurarsi nella logica di una gestione politica della scuola che da noi non ha perso ancora i suoi caratteri di centralizzazione e di intervento burocratico. La programmazione dovrebbe essere, invece, il modo con cui realizzare a livello di organizzazione dell’insegnamento le più recenti novità istituzionali che, nell’intenzione dei legislatori, dovrebbero operare una modificazione dei vecchi sistemi ed una gestione decentrata della scuola, per far leva sull’autonomia delle istituzioni scolastiche e sulla riorganizzazione dell’intero sistema cui si riconnettono, al fine del miglioramento dell’offerta formativa, profonde innovazioni nella didattica.

Si è parlato, in un clima di  sperimentazione, ma prevalentemente in teoria, di abbattere la vecchia logica del programma calato dall’alto per sostituire ad esso una più articolata e sistematica programmazione curriculare. Già da alcuni anni si sente dire che occorre rompere con la vecchia logica dell’educazione tradizionale e con la didattica di tipo gentiliano, improntata sul programma, sul valore assoluto del libro di testo, sulla trasmissione di un sapere codificato agli alunni esclusivamente per il tramite della lezione frontale, sui vecchi criteri della valutazione improntata sull’interrogazione e sui compiti scritti, per sostituire ad essa una nuova didattica che assegni all’insegnamento una dimensione più scientifica e tecnologica. A questo proposito si parla oggi di curricolo, di programmazione curriculare per moduli ed unità didattiche, quale nuovo e complesso sistema nell’esperienza dell’apprendimento e dell’insegnamento in un ambito di ampia progettazione didattica in grado di coinvolgere non solo gli insegnanti, ma anche gli allievi e tutte le componenti e gli strumenti presenti nel contesto scolastico.

Progettare un curricolo non è facile ( le difficoltà che in genere incontrano i docenti ancorati ai vecchi sistemi hanno indotto alcuni a pensare, come accade nel sistema educativo anglosassone, a figure specifiche esperte nella pianificazione dei “curricula”) in quanto richiede la capacità di controllare tutto il sistema complesso dell’apprendimento-insegnamento nella varietà delle sue componenti. Progettare un curricolo significa innanzitutto: a) conoscere il livello iniziale degli allievi attraverso un’analisi delle variabili di partenza; b) analizzare le motivazioni del lavoro scolastico; c) considerare il quadro degli obiettivi formativi ( non solo quelli particolari ma anche quelli generali e nazionali cui vanno comunque rapportati); d) prestare attenzione agli elementi culturali e alle forze sociali presenti nel contesto; e) considerare la disponibilità delle risorse didattiche (strumenti e persone); f) la valutazione, infine, non sarà più sommativa e conclusiva, ma fungerà da sistema di regolazione complessiva di tutta l’attività didattica nella fase iniziale, “in itinere” per consentire verifiche, aggiustamenti della stessa programmazione e recuperi degli allievi in ritardo; g) la valutazione stessa, pertanto,  non sarà intesa come burocratico controllo del profitto di ciascun allievo, ma sarà effettuata con i criteri scientifici della docimologia (teoria e tecnica del controllo dei processi formativi) la cui funzione non dovrebbe essere solo quella di misurare i livelli di apprendimento individuale, ma anche in particolare di misurare la validità della qualità dell’insegnamento e della istruzione. Per riassumere in sintesi, alla valutazione dovrebbero competere 5 principali funzioni: 1) giudicare dal momento iniziale l’attività didattica che si vuole realizzare; 2) valutare la stessa attività nei gradi intermedi; 3) valutare l’apprendimento degli allievi all’inizio o nel corso dell’attività educativa ( valutazione formativa); 4) giudicare e verificare le abilità, le capacità e le conoscenze degli stessi al termine del curricolo ( valutazione olistica o sommativa); 5) infine, valutare in senso critico la qualità dell’insegnamento nella fase terminale del processo di istruzione ( questo è l’ultimo livello del sistema che si salda con quello iniziale).

Non c’è chi non veda come la realizzazione di una tale proposta sia di difficile realizzazione nella nostra scuola, particolarmente in un liceo che per sua natura appare fin troppo vincolato ai vecchi sistemi. Eppure, pur nella crisi ormai ricorrente del sistema-scuola, anche per non correre il rischio di rimanere dei sorpassati, dobbiamo impegnarci a modificare la qualità dell’insegnamento-apprendimento. Ma questo non può avvenire senza la riconversione della professionalità dei docenti i quali, pur inseriti in una scuola dalle ampie basi sociali, devono aspirare comunque alla realizzazione di una nuova “ratio studiorum”.

A questo punto, prima di affrontare direttamente il problema della progettazione ed esecuzione di un percorso modulare interdisciplinare, mi pare opportuno chiarire, con l’architettura del sistema formativo integrato, i termini di curricolo, percorso formativo, modulo, ed unità didattica (U.D.), proponendo contemporaneamente una loro definizione.

Si vuole intendere col termine anglo-latino “curricolo” o “curricolo” un progetto strutturato di trasmissione educativa di elementi culturali in grado di garantire per la maggior parte degli utenti (organizzatori, docenti, allievi, esperti)  particolari risultati di apprendimento già previsti nella fase iniziale della programmazione. Per curricolo non si intende, però, semplicemente un corso di studi, costituito dai contenuti delle materie dell’area comune, di indirizzo o elettive di un particolare modello di scuola, ma tutte le componenti, comprese persone e mezzi, che riguardano un itinerario formativo nella sua totalità. Esso, oltre alla accezione che attiene ai contenuti disciplinari, assumendo un preciso significato metodologico, corrisponde, contenendoli, ai particolari percorsi didattici (itinerari, moduli, U.D., segmenti e/o sub-unità) del complessivo processo educativo considerato attraverso tutte le variabili che concorrono a definirlo.

 I moduli, che hanno struttura e ampiezza variabili ( sarebbe, tuttavia, opportuno che i tempi di riferimento nella loro durata non andassero oltre i due o tre mesi per evitare il rischio di un accumulo nozionale difficilmente controllabile da parte degli alunni) sono una sezione unitaria ed altamente omogenea di un più esteso percorso formativo, disciplinare (inter, pluri o multidisciplinare) programmato facente parte del contenitore generale del curricolo formativo che li contiene. Essi, come unità concettuali di tipo molare ( concentrato) costituiscono delle sequenze di temi omogenei, a loro volta parti altamente significanti di una disciplina o di un ambito disciplinare, che adeguatamente organizzati sono in grado da far acquisire agli studenti conoscenze e competenze talmente importanti e significative da modificare la mappa cognitiva e la rete dei saperi da essi precedentemente acquisiti (Domenici).

I moduli, pur costituendo una sezione unitaria ed altamente omogenea del curricolo, tanto da poter essere facilmente spostati, capitalizzati ed eventualmente riutilizzati in circostanze diverse, sono a loro volta costituiti da ulteriori sezioni unitarie -le unità didattiche di studio e di apprendimento ( U.D.)- che, pur non costituendo l’unità minima nella programmazione curricolare ( tale ruolo spetta alle sub-unità o segmenti delle stesse U.D.), sono da intendersi quali sezioni limitate, relative ad uno specifico argomento ( come ad esempio lo studio di un autore o di un periodo) che presenta una sua unità logica e una sua autosufficienza nell’ambito del sapere disciplinare o interdisciplinare. Analogamente a quanto si è detto del curricolo, l’unità didattica non si esaurisce esclusivamente in un argomento del programma per quanto importante, ma coincide con l’insieme dei contenuti del sapere e del progetto didattico relativo all’argomento prescelto da trattare.

Queste considerazioni introduttive intorno ad una problematica così complessa e articolata come quella della costruzione del curricolo e delle sue articolazioni  presuppone una nuova e profonda riflessione sul rapporto tra l’asse formativo della scuola secondaria e il rinnovamento delle procedure didattiche per attuarlo. Occorre, pertanto, a questo punto sperare che tra i docenti dell’insegnamento superiore si diffonda una nuova consapevolezza circa l’importanza di un momento di mediazione didattica che sia in grado di garantire in modo nuovo il rapporto esistente tra cognizione ( = modalità specifica dei soggetti di elaborare conoscenze) e conoscenza in sé ( contenuti scientifico-culturali di cui gli allievi si vanno appropriando), per fare in modo che l’apprendimento disciplinare non avvenga in forma riduttiva, affidato cioè ad un impianto curriculare debole che, per essere tale, non sarebbe capace di mettere in risalto lo spessore e le implicazioni delle strutture disciplinari (qualora siano sostenuti da obiettivi didattici limitati alla semplice ripetizione di concetti) senza riuscire ad attivare nuovi e più complessi processi cognitivi. Pertanto “progettare per moduli” significa innanzitutto calarsi nelle specificità concettuali metodologiche ed epistemologiche delle discipline ( linguaggi, contenuti, metodi) non già per un riduzionismo ad uso personale, ma per una esaltazione degli aspetti più complessi e formativi dei “saperi” al fine di coniugare insieme la specificità disciplinare con quella interdisciplinare. In effetti, può accadere che al termine di un itinerario didattico svolto all’interno del programma di una disciplina il docente si accorga che tematiche, ritenute particolarmente efficaci e significative, richiedano, per essere impostate nel loro dovuto spessore, che si vada al di là dei programmi di una materia per ricercare, con un lavoro di approfondita indagine, nodi problematici ed approfondimenti che offrono la possibilità di sviluppare relazioni e collegamenti con i contenuti di altre discipline o con l’attualità.

Ne consegue che solo un modello di organizzazione e progettazione modulare potrebbe ovviare alla rigidità della didattica tradizionale, realizzando proprio con l’allestimento di fondamentali moduli elementari ( da intendersi quali sezioni, “elementi” appunto, di percorsi, facenti parte di un più complesso progetto didattico) quella flessibilità, reversibilità, trasferibilità di esperienze formative difficili da realizzare in un “sistema ingessato”, immobile, caratterizzato da eccessiva rigidità come quello della nostra scuola.

Nel bagaglio di un educatore aggiornato, oltre l’indispensabile esperienza e il sicuro possesso di contenuti culturali, non dovrebbe mancare la conoscenza dei più aggiornati procedimenti didattici. Quest’ultima necessità, a mio modo di vedere, rende più complessa l’azione educativa di un docente di liceo, al quale non si richiede più come in passato un’esclusiva competenza disciplinare ma un costante e più vasto abito di studi capace di fornirgli una più ampia enciclopedia di sapere teorico-pratico. Proprio per questo sono stati indicati i limiti della formazione degli insegnanti della scuola tradizionale, i cui procedimenti sono oggi decisamente insufficienti o incompleti non tanto a causa delle conoscenze specifiche dei docenti, quanto piuttosto per la mancata integrazione fra la stessa formazione disciplinare e le competenze eventualmente maturate nelle scienze dell’educazione.

Essere educatori è certamente oggi più difficile di quanto non lo fosse ieri. In effetti e’ cessato il tempo in cui bastava essere conoscitori della propria materia per poter insegnare bene. La scuola tradizionale ( quella che, a mio modo di vedere, parte dalla ratio studiorum dei gesuiti e giunge fino al sistema dualistico della scuola gentiliana), che ancora sopravvive (immo in senatum venit) risultava caratterizzata da un procedimento verticale della trasmissione di un sapere di tipo codificato, preconfezionato e affidato solo alla conoscenza degli specialisti dell’educazione, spesso chiusi nella prosopopea del loro sapere ontologico.

Qualsiasi programma educativo avanzato, tradotto nell’attuale stesura del POF, al contrario, non può fare a meno di pensare alla realizzazione  di una  migliore offerta formativa che si può concretizzare solo con la piena partecipazione dei singoli docenti che si sentano coinvolti nel progetto educativo di una didattica flessibile ed aperta. Tutto ciò comporta, e lo si ritiene necessario, di uscire dall’ambito individuale e di non ritenere le materie scolastiche come assoluti (sciolti) campi specialistici, ma di vederle in costante relazione fra loro ( interdisciplinarità, multidisciplinarità, transdisciplinarità) integrate in un complesso e modulare sistema con le altre discipline, favorevole ad una didattica aperta e “a carte scoperte” che elimini in via definitiva la cosiddetta struttura “a canne d’organo”, con cui si vuole indicare il procedere verticale della tradizionale comunicazione disciplinare e in linea con l’attuale politica scolastica che a più riprese nella sua legislazione ( vedi  gli art.1 e 2 del Regolamento sull’Autonomia, le vigenti disposizioni sul nuovo Esame di Stato, nonché le disposizioni contenute nel testo del cosiddetto Riordino dei Cicli di Istruzione) ha sancito la necessità di una progettazione di tipo modulare.

Si dirà per concludere che solo la progettazione modulare di una didattica interdisciplinare può offrire ai docenti una visione il più organica possibile del sapere e dei saperi disciplinari, stimolando in essi la capacità di utilizzare ed integrare conoscenze al fine di orientare con frequenti richiami interni il diverso punto di vista delle varie materie intorno ad un unico oggetto di indagine, col proposito di cogliere in un più complesso e articolato “progetto curriculare” la varietà delle discipline e la loro intima congruenza, per favorire negli alunni la consapevolezza dell’unità del sapere e della cultura. Qui, però, sorgono i problemi, proprio quando ci si accinge a trasferire sul terreno della pratica educativa i nuovi metodi, giacché ci scontriamo non di rado o con una vecchia mentalità di resistenza burocratica o con la mancata disponibilità di molti colleghi: non tutti sono disposti, infatti, ad abbandonare l’orticello della loro rassicurante ed abitudinaria professionalità ed ad uscire dall’ambito individuale per affrontare l’impegno collettivo di un progetto interdisciplinare con la realizzazione di percorsi variamente orientati e centrati, ad esempio, o su un periodo storico (interdisciplinarità temporale) o su un tema specifico (interdisciplinarità tematica) o su un concetto-definizione (interdisciplinarità critico-problematica).Occorre sottolineare, ad onor del vero, anche la presenza di altre variabili negative, come quella delle carenze strutturali (vedi soprattutto la scarsa funzionalità e talvolta la carenza di laboratori, biblioteche, etc.) che spesso si frappongono scoraggiando anche i più animosi. Ci auguriamo, tuttavia, che l’impegno di questi ultimi non venga vanificato e che quanto stiamo per proporre non rimanga solo sulla carta.

 

                                                 Modalità operative

Al fine di semplificare l’organizzazione didattica si è ritenuto opportuno, almeno per questo primo anno ( all’inizio del quale si intende avviare una programmazione modulare interdisciplinare in grado di far cadere il diaframma che separa le varie discipline), di effettuare una divisione fra le materie dell’area umanistica e quelle di tipo scientifico onde evitare di inserire forzature tematiche talvolta pretestuose. In ogni caso i contenuti proposti dai docenti incontrano il favore del coordinatore, in quanto individuano più frequentemente nella filosofia la materia cardine intorno alla quale organizzare e far girare i diversi moduli, le U.D. e le loro sezioni. Infatti, a tale disciplina, sono riservati, a nostro modo di vedere, compiti fondamentali nella prospettiva di una nuova didattica multidisciplinare, in quanto spetta al docente di filosofia in primis il compito critico-epistemologico, la determinazione dei fini e dei mezzi cognitivi, nonché l’insieme dei rapporti transazionali, particolarmente importanti in un progetto interdisciplinare.

Dopo aver indicato nella filosofia la materia cardine intorno alla quale far ruotare i vari moduli si propongono altrettanti modelli schematici (uno per ogni tematica) relativi ai singoli percorsi che faciliteranno, visualizzandolo, l’intero sistema modulare nella cui “Presentazione Iniziale” si indicheranno, innanzitutto: a) l’oggetto-tema del modulo e la sua specie, ( che cosa?); b) le sue valenze culturali e le relative implicazioni didattiche ( come?); c) i soggetti e le discipline coinvolte ( chi?); d) le Unità Didattiche e le sub-unità o segmenti di cui si compongono; e) i tempi, ed eventualmente, i luoghi di realizzazione; f) le verifiche e le valutazioni che si intendono effettuare (dove e quando?).

Si specificheranno successivamente in modo dettagliato e nell’ordine: i Prerequisiti, le Finalità, gli Obiettivi Generali, gli Obiettivi Specifici (disciplinari), i Contenuti ( nella loro successione sequenziale), una sintetica Bibliografia, i Tempi (l’indicazione dettagliata e complessiva, in ore, del tempo impiegato per l’esecuzione dell’intero modulo e delle sue parti), Metodologie e Metodi adottati, le Strategie e gli Strumenti Didattici utilizzati, Verifiche e Valutazioni, col riferimento del relativo corredo di griglie ed indicatori.

Si riportano qui di seguito elencati alcuni esempi di percorsi didattici che potrebbero essere eventualmente utilizzati per la realizzazione di moduli o U.D.          

   

                                             IL MITO DI ULISSE

PRESENTAZIONE

Il presente percorso modulare “pluridisciplinare”, intitolato Il mito di Ulisse, è rivolto ad una prima classe del triennio del liceo scientifico. La realizzazione di tale itinerario didattico nasce innanzitutto dalla necessità di giustificare il perché, oggi, continua ad essere importante proporre agli studenti lo studio dei classici latini e greci.

Un critico d’arte, Gonbrich, così si esprimeva: “ In tutta l’arte… esiste un fattore che per brevità potrebbe prendere il nome del gioco con la cordicella chiamato “ripiglio”… L’arte è dunque diventata un gioco di società fra artisti e il modello che nasce da ogni nuova mossa dipende da tutte le mosse precedenti non meno da quelle ingegnose varianti introdotte dal giocatore di turno”.

Queste parole di Gonbrich rivelano l’attualità dell’antichità e della classicità. Nulla di  ciò che ci circonda, dalle arti figurative e pittoriche a quelle architettoniche, dalla produzione letteraria a quella teatrale, nasce dal nulla o meglio risulta essere il frutto dell’originalità di una mente, ma ogni cosa, pur tenendo conto della sensibilità propria di ogni genio artistico e degli orientamenti e gusti della società a cui “l’opera” si rivolge, passa  necessariamente attraverso una rilettura, rielaborazione e traduzione di un modello che affonda le sue radici in un passato più o meno antico.

Ulisse, l’eroe della mètis, l’incarnazione del navigatore ionico che spinto dalla curiositas vaga attraverso popoli e luoghi sconosciuti, è personaggio dell’epica antica che sopravvive a se stesso, anzi, rinasce in ogni tempo assurgendo a vero e proprio “archetipo”, non solo letterario ma anche antropologico, se è vero che a lui possono far riferimento i lettori di tutte le epoche. E’ l’eroe che “a lungo viaggiò, errò …, di molti uomini molte città vide e conobbe la mente, molti dolori patì …”(Od.,I,vv.1-4): i verbi scandiscono le tappe del viaggio, che non è soltanto un viaggio fisico, ma anche e ancor di più un itinerario morale, un percorso interiore nell’acquisizione di conoscenze, segnato dalla dimensione del patire. Ed ecco che ci si trova di fronte ad un nuovo modello di eroe, che è tale proprio perché riesce con pazienza a sopportare l’avversa fortuna, a dominare con saggezza ed astuzia le situazioni in cui viene a trovarsi: tanto è più eroe quanto più è uomo. Quello di Ulisse è un percorso attraverso cui il personaggio deve ricomporre il proprio “io” frammentato, e attraverso la memoria ed i ricordi riesce infine a ricostruire la sua identità. Una figura di tal genere, dalla identità non monolitica (quando la necessità lo richiede egli sa rinunciare anche a se stesso e diventa Nessuno!), una figura così aperta all’esperienza multiforme della vita “è una delle creazioni con più presa nella ricezione giovanile, desiderosa di modelli di comportamento di gratificante identificazione e tuttavia di non granitica staticità, ma capace di interpretare l’inquieta ricerca giovanile di identità, attraverso l’esperienza”( R. Carlucci in “Ulisse, eroe mediterraneo”).

Da questa riflessione si è pensato di proporre un percorso didattico che partendo dall’Ulisse omerico, proceda attraverso la lettura di alcune  rivisitazioni, anche in chiave metaforica, del personaggio, che si reincarna in un Ulisse che vive una vita ormai autonoma da quella infusagli da Omero: è l’Ulisse di Dante, di Pascoli, di Saba  o di Levi o di Joice.

 Se per Omero Odisseo è sempre un eroe positivo, con Dante (Inf.,XXIV,.vv.85 ss.) diventa simbolo dell’uomo moderno, spinto da inestinguibile curiosità verso traguardi sempre nuovi: da una parte è colui che asseconda la propria natura umana, generata “per seguir virtude e conoscenza”, ma dall’altra è anche simbolo della insufficienza umana non assistita dalla grazia divina. La sua diventa allora la sconfitta di chi, sfidando i limiti del sapere imposti da Dio attraverso il “folle volo”, viene poi punito e travolto da un turbine. Personaggio ambiguo, dunque, l’Ulisse di Dante, che, nella visione teologica medioevale, peccando  d’orgoglio ha “trasgredito”, proprio come l’eroe tragico, che sconta la sua hybris con il sacrificio di sé, poiché è inevitabile che su di lui si abbatta la tisis divina.

          Eppure questo Ulisse “peccatore”, condannato da Dante nell’inferno, è lo stesso che nell’opera di Primo Levi incarna la speranza: l’eroe antico parla al moderno “dannato”, finito senza colpa nell’inferno di Auschwitz. Sfidando le barriere dell’ignoto per un ideale di libertà di pensiero, l’Ulisse dantesco incarna “la possibilità di opporre al perverso tentativo dei nazisti di distruggere la dignità umana, un ideale alto e nobile di uomo”(Renzo Villa in “Testi e scrittori”, Ed. Mondadori). L’uomo Ulisse, che  sa parlare alla sofferenza di altri uomini attraverso i secoli, così forte ma anche così fragile, quando, malinconico e malato di nostalgia sull’isola di Ogigia “consumava la vita soave sospirando il ritorno”, non poteva non far sentire la sua tristezza all’animo sconsolato di un altro greco, che nel desiderare l’insperato ritorno “alle sacre sponde” dell’isola natia, Zacinto, confronta il suo esilio con quello di chi “bello di fama e di sventura/ baciò la sua petrosa Itaca, Ulisse”. E’ evidente che a questo punto ci si riferisce al Foscolo, il cui vagare fu voluto dal destino così come voluto dal Fato fu quello di Odisseo.

 Quelli riferiti sono solo alcuni degli esempi tra i più noti e significativi di continuità letteraria  del  modello greco. Ulisse, allora, non è mai morto, ma vive di un’esistenza immortale da secoli, attraverso ogni spazio e ogni tempo di cui non conosce confini; il suo “folle volo”si è ripetuto e perpetuato nel tempo.

Il mito di Ulisse viene ripercorso, a partire da Omero, accostando i testi classici a modelli letterari sempre più recenti al fine di dimostrarne la modernità e l’importanza dei valori che essi tuttora trasmettono.

Il Percorso si compone di 3 moduli: Il primo modulo, intitolato Ulisse, si compone a sua volta di quattro Unità Didattiche. La prima U.D. mira alla ricostruzione della figura di Ulisse attraverso l’incipit dell’Odissea e i brevi frammenti pervenutici della traduzione di Livio Andronico. Lo svolgimento di questa U.D. prevede dunque il coinvolgimento di due discipline: il greco e il latino. La seconda e la terza  U. D. continuano l’intento della prima attraverso la ricerca di Ulisse nelle opere della letteratura italiana. La quarta U. D. ripercorre invece le orme di Ulisse attraverso la letteratura straniera con particolare riferimento all’Ulisse di Joice. Il secondo modulo dal titolo “Omero, Virgilio e Dante: tre concezioni dell’eroe a confronto” si compone di quattro U. D. e prevede il coinvolgimento delle seguenti discipline: greco, latino e italiano. Il terzo modulo è incentrato sul tema del viaggio e si presenta suddiviso in quattro U.D. che affrontano il tema del viaggio come topos letterario che si evolve nel tempo. Lo svolgimento dell’intero modulo vede il coinvolgimento delle seguenti discipline: filosofia, italiano, latino, greco e inglese. Il quarto ed ultimo modulo intitolato “Il mito di Ulisse e la sua evoluzione nel tempo” è formato da tre U.D. che interessano greco, latino, italiano e inglese.

 

PREREQUISITI

-          Conoscere le caratteristiche del genere epico e la sua evoluzione;

-          Conoscere le strutture morfo – sintattiche della lingua latina e greca e inglese;

-          Conoscere il significato del mito;

-          Conoscere i procedimenti dell’analisi del testo.

 

FINALITA’

-          Cogliere attraverso i testi i tratti fondamentali delle civiltà ed avere la consapevolezza della tradizione, delle innovazioni e dei rispettivi valori.

-          Saper formulare in maniera critica ed autonoma un’interpretazione complessiva dei testi esaminati che dimostri sia l’acquisizione degli strumenti di analisi che la capacità di giudizio.

 

OBIETTIVI GENERALI

-          Rafforzare la competenza linguistica;

-          Fornire elementi ulteriori per comprendere e tradurre un testo;

-          Ricostruire le relazioni tra testo, tema , autore e contesto;

-          Creare la consapevolezza delle connessioni tra testo/autore/epoca e testo/storia del pensiero in senso diacronico;

-          Saper effettuare nessi di relazione sugli argomenti proposti;

-          Saper utilizzare i diversi strumenti critici di lettura e analisi testuale;

-          Saper interagire col testo confrontandolo con la propria esperienza;

-          Potenziare la capacità di analisi dei testi latini.

-          Costruire itinerari tematici trasversali.

 

 OBIETTIVI SPECIFICI

-          Cogliere attraverso i testi i tratti fondamentali delle civiltà e avere la consapevolezza della tradizione, delle innovazioni e dei rispettivi valori;

-          Comprendere il mito del viaggio inteso come senso della vita elaborato da poeti e pensatori di ogni tempo;

-          Conoscere i caratteri dell’eroe omerico;

-          Comprendere il nuovo valore della μητις

-          Saper mettere a confronto l’Ulisse di Omero con quello di Dante;

-          Comprendere il significato del viaggio dantesco;

-          Saper leggere e interpretare la trasposizione del mito letterario nell’arte figurativa:

-          Sviluppare la capacità di analisi, di sintesi e di critica.

 

 

IL MITO DI ULISSE

 

CONTENUTI

 

MODULO 1: ULISSE

U.D. 1 Sulle orme di Ulisse: dalla letteratura greca a quella latina (6h)

-          Odissea Libro I vv. 1-25 (versi forniti in traduzione).

-          Odissea, Libro I, vv. 21 – 105 (da leggere in traduzione italiana).

-          Livio Andronico e la traduzione dell’Odissea: frammenti dell’Odusia forniti in traduzione con testo a fronte.

 

U.D. 2 Sulle orme di Ulisse attraverso la letteratura moderna e contemporanea (5h)

-          “A Zacinto” di Foscolo

-          “Dei Sepolcri” di Foscolo vv. 215-229

-          Il canto di Ulisse (cap. XI) da“Se questo è un uomo” di Primo Levi

-          “Ulisse” tratto dalla raccolta Mediterranee di Umberto Saba.

 

U.D. 3 Ulisse da Pascoli a D’Annunzio (4 h)

-     Pascoli e l’originale rivisitazione del mito di Odisseo: Pascoli G.  Poemi Conviviali - l’ultimo viaggio – Calypso.

-     Ulisse come emblema di "superuomo”: passi scelti tratti dal I libro delle Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi - Maia - di G. D’Annunzio.

 

U. D. 4 Sulle orme di Ulisse attraverso la letteratura straniera (3 h)

-     L’Ulisse di Joice (passi scelti)

 

 

MODULO 2: OMERO, VIRGILIO E DANTE TRE CONCEZIONI DELL’EROE A      CONFRONTO

U.D.1 L’astuzia di Ulisse e l’avventura del Ciclope (4 h)

-          Odissea, Libro IX, vv. 375-565 (da leggere in traduzione italiana).

-          Odissea, Libro I, vv. 21-105 (da leggere in traduzione italiana).

 

U.D. 2 Enea ed Ulisse, due uomini in balìa del fato (5h)

-          Eneide, Libro III, vv. 135 – 154 (Testo in originale).

-          Eneide, Libro VI, vv 665 – 691 (testo fornito in traduzione).

-          Eneide, Libro III, vv. 355 – 474 (testo fornito in traduzione).

 

U.D. 3 Odisseo, l’uomo e l’eroe (3 h)

-     Odissea, Libro XII, vv. 208 – 264; (testo in traduzione)

-     Telemaco riconosce Odisseo: Libro XVI, vv 475 – 480 (testo orginale)

 

U.D.4  L’Ulisse di Dante:l’eroe della conoscenza come simbolo della capacità di superare i limiti dell’umano (4h)

-          struttura dell’inferno e significato del viaggio dantesco

-          canto XXVI Inferno di Dante Alighieri vv. 85-142;

Approfondimento: Lettura critica “Il viaggio di Ulisse e il viaggio di Dante” tratto da J. M. Lotman, il viaggio di Ulisse nella “Divina Commedia” di Dante, in Testo e contesto. Semiotica dell’arte e della cultura, Laterza, Roma-Bari 1980.

 

 

MODULO 3: IL VIAGGIO – percorso nel percorso

U.D. 1 Il Viaggio della conoscenza (3 h)

-     Platone: Il Fedone, XXXV

 

U.D. 2 Il viaggio come avventura e scoperta di sé (10h)

-          Da Poemi conviviali di Pascoli canti: XVIII (L'isola delle capre)

-          Libro IX dell’Odissea vv. 216 -250 “La grotta e il Ciclope”  (testo originale da tradurre e analizzare)

-           Da Poemi conviviali di Pascoli canto XIX (Il Ciclope)

-          Libro IX dell’Odissea vv. 299 – 374 “La METIS di Odisseo” (versi in traduzione)

-          Libro IX dell’Odissea vv.375 – 419 “L’accecamento” (testo originale da tradurre e analizzare)

-          Da Poemi conviviali di Pascoli canto XX (La gloria)

-          Ulisse specchio dell'inquietudine del poeta e del suo tempo: Pascoli G.  Poemi Conviviali - l’ultimo viaggio – Le Sirene

 

U.D. 3 L’Asino d’oro e il funambolico cammino di Lucio verso la salvezza (4 h)

-     Apuleio: contestualizzazione dell’opera e analisi comparativa tra Lucio e Ulisse;

-     Libro XI (Testo originale con traduzione a fronte)

 

U. D. 4 Il viaggio come avventura e scoperta di sé nel mondo della natura:Daniel Defoe (2 h)

-     Il romanzo d’avventura: caratteristiche del genere

-     “Ingegnarsi per sopravvivere” tratto da La vita e le sorprendenti avventure di Robinson Crusoe di York, marinaio

 

BIBLIOGRAFIA

-          Il mito di Ulisse  a cura di Simone Beta,Rizzoli 2007

-          Piero Boitani, L' ombra di Ulisse : figure di un mito, Il Mulino 1992 

-          Picone Michelangelo, Dante, Ovidio e il mito di Ulisse

-          Ceratogli Elia, Il mito di Ulisse da Omero a Dante, 1976

-          Magliaro A., in Ulisse, ricerche semantiche sulla Divina Commedia, D’Anna, Firenze 1966

-          Nardi B., La tragedia di Ulisse in Dante e la cultura medioevale; Laterza Bari 1942.

-          Conte, G.B., Pagine critiche di letteratura latina, Le Monnier, 1991, Firenze.

-          Conte, G.B., Storia della letteratura latina, Le Monnier, 1990, Firenze.

-          D’Annunzio G.,  Maia, Ed. Mondatori, 1994, Milano

-          Marco Antonio Bazzocchi, Pascoli, il mito e i Poemi conviviali, n. 8 – 1996

-           Giuseppe Nava, Il mito vuoto: L’ultimo viaggio, n. 9 – 1997

-           Massimo Seriacopi, Una nota sull’interpretazione pascoliana dell’Ulisse di Dante, n. 5 – 1993.

METODI E STRATEGIE DIDATTICHE

-          Lezione frontale: per il illustrare i contenuti e gli obiettivi del percorso preso in esame

-          Lezione interattiva: per presentare l’argomento oggetto di studio attraverso il richiamo alle conoscenze pregresse relative al contesto storico-culturale in cui scrivono le loro opere gli autori di riferimento.

-          Si organizzeranno lavori di gruppo volti al potenziamento delle abilità traduttive e interpretative seguiti da esercitazioni domestiche e in aula affinché gli alunni acquisiscano maggiore dimestichezza con le strutture morfosintattiche, con la ricodificazione contestualizzata e con la personalizzazione coerente e coesa del testo.

-          Nell’impiegoimpiego delle metodologie didattiche si terrà conto dell’importanza che riveste nel processo di apprendimento il coinvolgimento attivo degli studenti, sicché, a seconda delle specifiche esigenze, si applicherà ora il metodo induttivo, ora quello deduttivo, servendosi non solo di lezioni frontali ma anche di dibattiti volti a favorire la riflessione critica e l’approccio alla metodologia della ricerca.

STRUMENTI

-          Libri di testo

-          Testi originali in edizione integrale con traduzione a fronte.

-          Fotocopie di brani scelti e di testi critici

-          Articoli di riviste specialistiche

-          Computer

-          Internet e softwere

VERIFICHE E VALUTAZIONI

Le verifiche saranno effettuate sia in itinere che alla fine di ogni U.D. Nelle verifiche in itinere saranno somministrati:

·        Questionari semistrutturati a risposta aperta. 

·        Brevi versioni di latino.

Le prove sommative alla fine del percorso saranno:

·        Prove scritte di tipo interpretativo: traduzione, analisi del testo, commento

·        Resoconto finale degli argomenti trattati in forma di relazione o di saggio breve

·        Resoconto orale del panorama complessivo, delle problematiche e delle peculiarità legate ai testi trattati dal percorso.

 

Nella valutazione delle prove orali si terrà conto dei seguenti indicatori e criteri di

misurazione:

 

ELEMENTO VALUTATO

PUNTEGGIO

Capacità di analisi testuale

A,B,C,D

Capacità di contestualizzazione

A,B,C,D

Capacità logiche ed argomentative

A,B,C,D

Capacità di critica testuale

A,B,C,D

Proprietà lessicale

A,B,C,D

 

Il voto finale sarà determinato dalla media degli exempla.

I criteri di valutazione sono suddivisi in quattro fasce di livello corrispondenti a seguenti voti:

A – 8/9

B – 6/7

C – 4/5

D – 2/3

 

Per la valutazione del saggio breve si terrà conto dei seguenti indicatori e criteri di misurazione:

 

 

 

INDICATORI

PUNTEGGI

PUNTEGGI PARZIALI

10 - 9

8 - 7

6

5 - 4

3 - 2

Risponde alla consegna

Completo

Pressoché completo

Parziale ma complessivamente adeguato

Carente

Molto scarso o nullo

 

Informazione/ utilizzo documentazione

Ampia e articolata

Esauriente

Corretta

Superficiale/ incompleta

Molte imprecisioni/ molto limitata scorretta

 

Individuazione tesi

Ben evidente

Abbastanza evidente

Presente ma non sempre evidente

Appena accennata

Assai limitata/ assente

 

Argomentazione

Articolata e sempre presente e approfondita

Presente e abbastanza articolata

Soddisfacente ma non sempre presente

Poco articolata e superficiale

Spesso assente/ assente

 

Struttura del discorso

Coerente e coesa

Quasi sempre coesa e coerente/ un po’ schematica

Schematica ma nel complesso organizzata

Qualche incongruenza

Disordinata incoerente

 

Sintassi

Corretta con elementi di complessità

Semplice ma corretta

Semplicistica/ contorta

Qualche errore

Molti errori/ decisamente scorretta

 

Lessico e registro linguistico

Adeguati e appropriati

Quasi sempre adeguati e appropriati

Complessivamente adeguati, ma con qualche imprecisione e imperfezione

Diverse improprietà e imprecisioni

Gravemente inadeguati e non appropriati

 

Ortografia

Perfettamente corretta

corretta

Qualche errore ma sostanzialmente corretta

Vari errori

Scorretta/ molto scorretta

 

Punteggiatura

Pienamente corretta, accurata ed efficace

Corretta ma non sempre accurata

Qualche errore e incuria

imprecisa

Molte imprecisioni/ scorretta

 

Presentazione grafica

ottima

buona

Complessivamente accettabile

insoddisfacente

Gravemente inadeguata

 

PUNTEGGIO TOTALE  corrispondente a

 

VOTO

 

 

 

Per la valutazione dell’analisi e commento di un testo poetico si terrà conto dei seguenti criteri di misurazione:

 

A.      COMPETENZA TESTUALE E LOGICA

 

B.      COMPETENZA SINTATTICA

C.      COMPETENZA LESSICALE E ORTOGRAFICA

D.     COMPETENZA CULTURALE E CAPACITA’ DI CONTESTUALIZZAZIONE

a)Pertinenza nelle risposte

a 1) completa

a 2)parziale

a 3)nulla 

 

b) Comprensione del passo

b 1) motivata e approfondita

b 2) sintetica e analitica

b 3) sintetica

b 4) analitica

b 5) superficiale

b 6) scarsa

 

c) Interpretazione

c 1) personale e convincente

c 2) convincente e motivata

c 3) organica

c 4) non convincente

c 5) non motivata

1.       sintassi efficace.

2.       nessun errore di rilievo.

3.       frasi incomplete.

4.       errori nei tempi e nei modi verbali.

5.       errori morfologici.

6.       uso scorretto dei connettivi e mancanza di coesione.

7.       uso scorretto della punteggiatura.

 

1.            uso dei registri linguistici idonei ed efficaci.

2.            uso di un lessico appropriato e specifico.

3.            uso di un lessico generico.

4.            prolissità.

5.            errori semantici e lessicali.

6.            povertà lessicale e ripetitività.

7.            errori ortografici.

1.       ricchezza di informazioni e di conoscenze culturali in relazione all’argomento indicato e al quadro di riferimento generale.

2.       competenze nel riconoscimento della natura del testo e delle sue strutture formali.

3.       capacità di mettere in relazione forme e contenuti.

4.       competenze nell’impiego delle informazioni e delle conoscenze per la costruzione di un disegno organico e coerente.

5.       originalità di percorsi interpretativi.

6.       capacità di sviluppo critico delle questioni proposte.

7.       capacità di espressione convincente di opinioni personali.

La SUFFICIENZA si può raggiungere e superare solo con i punti:

a1

b1 b2 b3 b4

c1 c2 c3

I punti 3, 4, 5, 6, 7 possono incidere sulla valutazione e COMPROMETTERE LA SUFFICIENZA eventualmente raggiunta nel settore A.

I punti 1 e 2 possono risollevare una situazione A mediocre.

I punti 5, 6 e 7 possono incidere sulla valutazione e COMPROMETTERE LA SUFFICIENZA eventualmente raggiunta nel settore A.

I punti 1 e 2 possono risollevare una situazione A mediocre

 

Per superare la valutazione di DISCRETO oltre ai livelli di almeno sufficiente nelle parti A, B e C sono necessari anche: D1 e D2.

Per superare la valutazione di BUONO sono necessari anche i punti: D3, D4, D5, D6 e D7.

 

Roma Vita

Ianuzziello Simona

 

                               La storiografia dall’origine all’età dei Flavi

 

                                                              Presentazione

 

“La storiografia dall’origine all’età dei Flavi” è un percorso modulare “disciplinare”, poiché  fa riferimento solo alla disciplina del latino. All’interno di tale percorso, tuttavia, sono state inserite le letture, intese come approfondimenti, di brani, in traduzione italiana, tratti dalle opere degli storiografi greci Erodoto, Tucidide, Senofonte e Polibio.

Il percorso è articolato in sei unità didattiche, a loro volta suddivise in numerosi segmenti, da realizzare, compresi i tempi disposti per le verifiche e le valutazioni, in 55 ore, che, considerati gli autori oggetto di studio, verranno dislocate in una quarta classe del liceo scientifico, tra la fine del secondo quadrimestre e l’inizio del primo quadrimestre dell’anno successivo.

La storia è l’insieme degli eventi che si succedono dal passato più lontano sino al presente. La storiografia è, invece, l’esposizione scritta degli eventi, di cui si è fatta larga ricerca. Historìa, appunto, significa ricerca, indagine approfondita. Per gli antichi fare storiografia significava registrare non solo fatti realmente accaduti, ma anche tentare di individuare le connessioni e, soprattutto, ricevere un insegnamento. Numerosi sono gli elementi che caratterizzano in maniera specifica la storiografia antica, che si tenta, attraverso la lettura e la traduzione dei brani inseriti all’interno di tale percorso, di rendere espliciti. Essi possono così sintetizzarsi:a)ricerca costante della veridicità e dell’imparzialità; b) ricerca di documentazione derivata dalla testimonianza diretta, dallo studio dei documenti, dalla conoscenza delle dinamiche politiche; c) selezione degli avvenimenti ritenuti importanti; d) impostazione pragmatica, basata sulla reale ricerca di fatti militari e politici; e) interesse per i personaggi; f) finalità didascalica, legata alla concezione che la storia è magistra vitae, poiché permette di creare previsioni sul futuro, considerando gli avvenimenti già accaduti; g) ricerca nel donare all’opera storiografica una veste letteraria, perché intesa e considerata come opus oratorium maxime. Lo scopo del modulo è quello di creare negli alunni la conoscenza di quelle che sono le caratteristiche fondamentali del genere storiografico nel mondo latino e l’evoluzione di tale genere dalle origini sino all’età dei Flavi, comprendendo, attraverso l’analisi dei brani, le scelte tematiche e stilistiche proprie di ogni autore. Ci si propone, altresì, come obiettivo quello di sviluppare il senso critico degli alunni, rendendoli capace di cogliere le analogie e le differenze tra la storiografia antica e quella moderna. Copioso è il numero dei testi scelti per compiere tale percorso, affinché non valga solo ai fini dell’insegnamento-apprendimento il metodo indiretto e deduttivo, ma anche quello diretto e induttivo, che, mediante l’analisi e la decodifica dei testi in lingua originara, può esplicare l’iter estetico ed ideologico di ogni singolo autore.

Al termine di ogni unità didattica verranno effettuate verifiche in itinere, per monitorare la situazione del processo di insegnamento-apprendimento e, solo alla fine del percorso, ci sarà una verifica con prove oggettive, le cui valutazioni, sommate a quelle delle verifiche in itinere, daranno globalmente il risultato e la quantità dello sviluppo delle conoscenze, competenze e capacità di ogni singolo alunno.

 Prerequisiti:

a)      Conoscenza dei principali eventi storici della civiltà romana compresi tra  il primo periodo repubblicano (272-133 a.C.) e l’età dei Flavi (69-96 d.C.).

b)     Conoscenza delle tappe principali dell’affermazione di Roma nel Mediterraneo tra il III e II secolo a.C.

c)      Conoscenza dei principali centri e delle modalità della produzione culturale.

d)     Conoscenze morfologiche e sintattiche delle strutture fondamentali della lingua latina.

e)      Conoscenza dell’evoluzione della lingua latina dal latino arcaico al latino classico.

 

Finalità:

a)      Stimolare la curiosità della conoscenza del mondo latino in quanto sistema culturale dinamico e non statico nei valori;

b)     imparare a fruire di un testo letterario considerato la chiave d’accesso per la conoscenza della civiltà romana e del mondo latino;

c)      migliorare la capacità nell’affrontare in maniera critica un problema storico;

d)     migliorare la capacità di creare collegamenti;

e)      migliorare le conoscenze linguistiche latine e quelle filologiche;

f)       potenziare le competenze di lettura, analisi ed interpretazione di un testo;

g)     migliorare la capacità di espressione orale e scritta mediante l’utilizzo di una terminologia appropriata;

h)     suscitare il piacere della lettura dei classici.

 

         Obiettivi generali:

a)      Saper comprendere e tradurre in un italiano corretto i testi latini;

b)     conoscere le strutture sintattiche, morfologiche e lessicali di un testo;

c)      riconoscere la tipologia di un testo letterario in base al genere di appartenenza;

d)     contestualizzare un testo letterario in rapporto al  panorama storico-culturale di appartenenza;

e)      individuare le tematiche principali utilizzate in rapporto al pensiero dell’autore;

f)       padroneggiare il lessico italiano ed i termini etimologicamente connessi alla lingua latina;

g)     sapersi orientare nello sviluppo diacronico e sincronico della letteratura latina ;

h)     saper applicare metodi di ricerca;

i)       acquisire capacità critica nello studio degli autori e delle opere attraverso un metodo di studio puntuale e rigoroso;

j)        sviluppare la consapevolezza della specificità e della complessità del sapere evitando lo spezzettamento delle conoscenze.

 

Obiettivi particolari:

a)      Conoscere le caratteristiche fondamentali del genere storiografico nel mondo latino dal punto di vista strutturale, tematico e stilistico;

b)     conoscere l’evoluzione del genere storiografico dalle origini greche alle prime attestazioni in ambito latino (i primi annalisti e Catone) sino all’età dei Flavi, individuando costanti e varianti nell’ambito del genere;

c)      conoscere le caratteristiche delle Origines di Catone, individuando la peculiarità della sua posizione come primo storiografo in lingua latina;

d)     comprendere, attraverso l’analisi dei brani proposti, le scelte tematiche e stilistiche peculiari di ogni singolo autore nell’ambito della codificazione del genere;

e)      saper cogliere aspetti di attualità nell’opera di Cesare: la storiografia militante; la memorialistica politica; il problema dell’attendibilità della storiografia;

f)       saper cogliere l’originalità di Sallustio all’interno del genere storiografico;

g)     comprendere l’ideologia e il metodo storiografico di Livio e le problematiche storiche connesse con i suoi testi;

h)     conoscere i nuovi rapporti tra gli scrittori di storia e il potere politico nella prima età imperiale e i motivi della scarsa attendibilità storica degli autori di questa età.

i) comprendere la peculiarità del pensiero e dell’arte di Tacito: l’impero come male necessario; il pragmatismo nell’analisi storica; il moralismo e il pessimismo.

 

                                                  Contenuti:

 

UD 1 La storiografia e Catone. (tempi complessivi: 6 ore).

·        I caratteri del genere: storia e storiografia; la storiografia antica, la storiografia moderna. (tempi: 1 ora)

·        La storiografia greca: gli albori della storiografia; i grandi storici dell’età classica: Erodoto e Tucidide. Lettura in traduzione libro I, 1-5, il Proemio dalla  Storia di Erodoto. Lettura in traduzione  libro I, 1-23 dalle Storie di Tucidide. (tempi: 2 ore)

·        Senofonte e la storiografia ellenistica. Lettura in traduzione libro I, 4, 8-23 dalle Elleniche; La storiografia greca e Roma, lettura in traduzione capitolo I, 4, 3-11 dalle Storie di Polibio.  (tempi: 1 ora).

·        La storiografia latina: gli annalisti della prima generazione e l’innovazione catoniana. Struttura e contenuto delle Origines di Catone. Origines  fr. IV 7a Chassignet; fr. 9 Peter (tempi: 2 ore).

UD 2 Cesare: Il modello dei Commentarii. (tempi complessivi: 8 ore)

 

·        Il profilo dell’autore; le opere; il genere dei Commentarii e la loro attendibilità storica. (tempi: 1 ora).

·        I Commentarii come diari di guerra. De bello gallico I, 38; I, 39; I, 40; I, 50-52. (tempi: 3 ore).

·        Lo scoppio della guerra civile. De bello civili  I, 5;  I, 7 (tempi: 1 ora)

·        Sconfitta e morte di Pompeo. De bello civili  III 87, 1-7; III, 96; III, 103-104 (tempi 3 ore).

UD 3 Sallustio: Un politico convertito alla storiografia. (tempi complessivi: 9 ore)

·        Il profilo dell’autore; le opere e la scelta del genere storiografico. (tempi 1 ora).

·        L’utopia del buon tempo passato e il rovescio della fortuna. De coniuratione Catilinae  6-7; 10 (tempi: 2 ore).

·        La discordia civile e la congiura di Catilina. De coniuratione Catilinae, 20; 22; 60, 1-7; 61 (tempi 3 ore).

·        Le guerre contro Giugurta e contro Mitridate nella politica estera romana. Bellum Iugurtinum  6-8; 29-30, 1-3 ; Historie IV, 69, 1-9; 16-23  in traduzione (tempi: 3 ore).

UD 4 Livio: Ab urbe condita: L’epopea del popolo romano. (Tempi complessivi: 8 ore).

·        Il profilo dell’autore; il contenuto dell’opera; la concezione didascalica e moralistica della storia (tempi: 1 ora).

·        Pudicitia e libertas nel passaggio dalla monarchia alla repubblica. Ab Urbe condita I, 57-58 (tempi: 1 ora).

·        La religiosità nella storiografia liviana. Ab Urbe condita V, 27; XLIII, 13 (tempi 2 ore).

·        La figura di Annibale durante lo scontro tra Roma e Cartagine. Ab Urbe condita XXI, 4, 3-10; 32, 6-9; XXII, 5-6 (tempi: 2 ore).

·        Roma e il mondo greco. Ab Urbe condita XXXII, 32, 4-9; 33; XXXIV, 31, 3-19 (tempi: 2 ore).

UD 5 Nuove forme di storiografia nella prima età imperiale (tempi complessivi: 5 ore).

·        Velleio Patercolo: un ammiratore di Tiberio. Il profilo dell’autore e l’opera storica. Historia Romana II, 129-130, 131 lettura in traduzione (tempi: 1 ora).

·        Valerio Massimo: il profilo dell’autore e l’opera storica. Dictorum et factorum memorabilium libri novem I, 1;   IX, 11,1 (tempi 2 ore).

·        Curzio Rufo: Il profilo dell’autore e l’opera storica. Historae Alexandri Magni Macedonis IV, 9, 13-20 (tempi: 2 ore).

UD 6 Tacito e la storiografia pragmatica (tempi complessivi: 9 ore).

·        Il profilo dell’autore; le opere; il metodo storiografico (tempi:1 ora).

·        L’ “archeologia giudaica”. Historiae V 6; 8, 1; V, 10-11 (tempi: 3 ore).

·        Nerone: la tragedia del potere. Annales XIII, 4;   XIV 4-5; 7 (tempi: 2 ore).

·        L’incendio di Roma. Annales XV, 38-40; 44 (tempi: 2 ore).

·        La morte di Seneca. Annales  XV, 63-64 (tempi 1 ora).

 

Approfondimenti:

Come stabilito all’interno della prima unità didattica, verranno proposte in due lezioni, per un totale di tre ore, le letture non in lingua originale greca, bensì in traduzione italiana, di brani significativi, per lo svolgimento di tale percorso modulare disciplinare, tratti dalle opere degli storiografi greci Erodoto, Tucidide, Senofonte e Polibio.

 

Tempi di svolgimento:

Fine II Quadrimestre in una quarta classe del liceo scientifico e inizio del primo quadrimestre dell’anno successivo.

Totale ore per svolgimento U. D.

comprese tre ore di approfondimento 45 ore

Verifiche in itinere:                           8 ore

Verifiche finali:                                 2 ore

Totale complessivo                         55 ore

 

Bibliografia:

Bettini M. , Storia letteraria e antropologia romana, vol. I, II, III, La Nuova Italia, Firenze 1999.

Clemente G. , Guida alla storia romana, Mondatori, Milano, 1977.

Del Corno Dario, Antologia della letteratura greca, vol. II, III, Principato, Milano 1999.

Monaco, De Bernardis, Sorci, La produzione letteraria nell’antica Roma, vol. I, II, III Palumbo, Firenze 1996.

Ronconi A, Gazich R., Marinoni E. , Sada E. , Documenta Humanitatis. Autori, generi e temi della letteratura latina, vol. I, II, III, C. Signorelli, Milano 2007.

 

Metodi e strategie:

Le strategie da utilizzare in un percorso così copioso di contenuti, ma che tende a rinforzare lo spirito critico negli alunni, si basano fondamentalmente sulla lettura, traduzione ed analisi dei testi considerati da parte del docente, che, in questo modo, illustra non solo tutti gli aspetti della lingua latina di ogni autore, ma ne costruisce, decodificando la lingua, l’iter ideologico. Ogni alunno è invitato, pertanto, non solo ad una accurata partecipazione, ma anche ad interagire criticamente con l’insegnante.

 

Con la finalità di perseguire almeno sufficientemente gli obiettivi stabiliti, verranno utilizzate le seguenti strategie didattiche:

·        Lezione frontale per introdurre i contenuti e gli obiettivi del percorso preso in esame;

·        Lezione dialogata per stimolare la partecipazione attiva degli alunni e migliorare il loro senso critico;

·        Lavori di gruppo per apprendere il metodo della ricerca comune per migliorare anche il grado di socializzazione della classe;

·        Ricerche guidate per educare gli alunni a costruire il proprio sapere col metodo della ricerca.

Metodologie:

Convinti che nella didattica sia necessario mediare tradizio ed innovazio, si avverte l’esigenza di condurre lo studio degli argomenti proposti nel percorso sia attraverso l’analisi dei contesti di riferimento e, direttamente, dei testi di ogni autore in lingua originale ed anche in traduzione, per renderne più immediata la decodifica del messaggio, carpendo l’efficacia, così, sia dell’applicazione del metodo tradizionale, deduttivo, quanto quello del metodo naturale, induttivo.

 

Strumenti:

1.      Libri di testo di letteratura latina e greca per fornire agli alunni un agevole e conosciuto strumento di studio;

2.      Antologia degli autori per fornire i testi integrali in lingua latina;

3.      Manuali di grammatica latina per fornire agli alunni uno strumento di pronta consultazione in cui trovare tutti i costrutti latini emersi dallo studio dei testi in lingua degli autori oggetto di studio;

4.      Saggi critici inseriti negli stessi libri di testo per approfondire alcune tematiche fondamentali ;

5.      Utilizzo del P. C. e del web per migliorare tramite la multimedialità il processo di apprendimento-insegnamento e creare negli alunni la curiosità della ricerca in rete di materiale da aggiungere  a quello fornito dall’insegnante.

Verifiche:

1.      In itinere: Al termine di ogni UD sono state effettuate verifiche orali con colloqui individuali e dibattiti in aula partecipati, al fine di accertare quanto siano risultati efficaci gli interventi didattici del docente e lo studio personale dell’alunno e quindi le conoscenze, le competenze e le capacità acquisite, relativamente agli obiettivi prefissati;

2.      finale:  A conclusione del percorso modulare si è proposta una prova scritta di tipo sintetico e un test di profitto costruito, da una parte, sulla base della tipologia a stimolo chiuso con domande a scelta multipla, dall’altra a risposta aperta per la verifica e l’accertamento della comprensione complessiva del percorso proposto.

 

 

Valutazione:

Per la valutazione delle verifiche orali è stata utilizzata la seguente griglia, costruita sulla base degli obiettivi fissati:

Indicatori

Punteggio

Conoscenza storico-letteraria dell’argomento considerato

0-2

Competenza linguistica(lessico, morfologia e sintassi).

0-3

Capacità di analisi, traduzione e comprensione di un testo in lingua latina.

0-3

Capacità di creare collegamenti, mostrando l’acquisizione di una notevole capacità critica, tra gli autori considerati nel percorso.

0-2

 

 

Per la valutazione delle prove scritte si è tenuto conto dei seguenti parametri:

Indicatori

Punteggio

Aderenza alla traccia

0-3

Organizzazione logica delle idee e coerenza nello sviluppo dell’argomentazione.

0-2

Correttezza e proprietà nell’uso della lingua ed adeguatezza del registro espressivo.

0-2

Argomentazione  ed elaborazione critica personale.

0-3

               

De Luca Giovanna

 

L’importanza della Pharsalia rispetto alle vicende del genere epico classico

Presentazione

“L’importanza della Pharsalia rispetto alle vicende del genere epico classico” è un percorso modulare interdisciplinare, in quanto coinvolge due discipline: la letteratura greca e quella latina. Il modulo è indirizzato ad una quinta classe di un Liceo Scientifico. Il percorso, strutturato in 3 unità didattiche, è finalizzato a delineare la “specificità” del genere rappresentato dal Bellum civile all’interno dell’epica in lingua latina, attraverso il confronto, non tanto con l’epica di Ennio e Nevio, quanto con il poema Virgiliano. Nella prima unità didattica è prevista l’imprescindibile introduzione all’epica classica greca e, dopo una ricapitolazione contenutistica dei due poemi omerici, l’illustrazione dei suoi caratteri, in particolare di quelli che qualificano il genere epico tradizionale e, quindi, meglio si prestano a rendere valido un confronto con la Pharsalia. Il docente, per favorirne la memorizzazione, accompagnerà tale premessa con la lettura, l’analisi e il commento di passi esemplificativi dell’Iliade e dell’Odissea. Per quanto riguarda i valori esistenziali dell’eroe come la valorosità, la gloria e il senso d’onore che vengono difesi o attraverso la forza fisica e la bellicosità, o attraverso qualità intellettive, sono stati scelti i passi rispettivamente dell’Iliade e dell’Odissea: “Il giuramento di Achille” e “Io sono Nessuno”; per rendere l’antropomorfismo degli Dei e la loro costante interferenza nelle vicende umane, i versi dell’Iliade riguardanti l’Ira di Apollo che provoca la pestilenza. Per quanto attiene all’idea della morte rivelata dai due poemi saranno proposte schede di approfondimento ricche di riferimenti a versi significativi. In un secondo momento, sarà opportuno rintracciare i caratteri di contaminazione e continuazione dei due poemi omerici nell’Eneide di Virgilio, per poi evidenziarne, attraverso il confronto del proemio virgiliano con i proemi dell’Iliade e dell’Odissea, la piena appartenenza al genere Epico tradizionale, sia nei contenuti che nell’aspetto formale. Prima di passare al confronto diretto della Pharsalia con l’Eneide, è prevista, nella seconda U. D., la presentazione di Lucano in rapporto alla sua epoca e quindi, della sua opera. Soltanto nella terza U. D., dopo aver fornito gli elementi che consentano di poter interpretare le soluzioni adottate nella Pharsalia da Lucano, e di penetrare la sua mentalità letteraria, sarà possibile evidenziare e “giustificare” le differenze del suo poema rispetto al genere epico tradizionale rappresentato da Virgilio. L’illustrazione dell’antitesi compositiva, dimostrata con riferimenti al ribaltamento del processo di ascesa progressiva di Roma, all’ispirazione storica del poema di Lucano, alla messa al bando dell’elemento mitologico e di qualsiasi tipo di trascendenza, favorirà l’individuazione dell’antitesi ideologica che permea la struttura dei 2 poemi: da un lato gli ideali repubblicani di Lucano, dall’altro l’esaltazione della pax Romana Augustea. La tecnica antifrastica sarà presentata come l’elemento più esemplificativo della intenzionale contrapposizione con l’Eneide: una ripresa in chiave polemica di espressioni e situazioni virgiliane di cui verranno riportati due esempi. Il confronto con Virgilio, sul versante dei motivi, interesserà il profilo dei personaggi delle due opere: la centralità di Enea eroe positivo, in cui sono concentrate tutte le virtù del cittadino romano, contro la mancanza di eroi positivi nel Bellum Civile; sul versante dello stile sarà possibile illustrare, grazie ad un passo del VII libro della Pharsalia e al confronto tra i versi iniziali dell’Eneide e del Bellum Civile, già analizzati per dimostrare la tecnica antifrastica, lo scarto tra il carattere patetico ed esasperato della poesia di Lucano e l’armonia virgiliana, evidenziando i procedimenti formali attraverso cui Lucano cerca di dare al proprio discorso una costante enfasi retorica. Durante il percorso, 6 ore saranno dedicate alle prove orali di verifica in itinere per valutare il grado di apprendimento degli allievi e l’efficacia dell’intervento didattico; al termine dell’ultima Unità Didattica due ore saranno impiegate per somministrare ai ragazzi un test argomentativo al fine di accertare la comprensione complessiva. La valutazione finale terrà conto dei risultati di tutte le verifiche effettuate.

Il modulo sarà svolto nel I quadrimestre e avrà tempo di realizzazione di 25 ore complessive.

 

Prerequisiti

·        Conoscenza delle strutture fondamentali del sistema linguistico latino

·        Capacità di lettura, analisi, comprensione e traduzione di un testo latino

·                    Conoscenza del contesto socio-economico e letterario dell’età repubblicana e imperiale, in particolare dell’epoca neroniana

·                    Conoscenza dei principali eventi storici della civiltà romana con particolare riferimento alle guerre civili e alla crisi delle istituzioni repubblicane.

·                    Conoscenza dei precedenti argomenti della letteratura latina in particolare dell’epica latina precedente Virgilio (Ennio e Nevio).

 

Finalità

·        Accedere alla civiltà romana e al mondo latino attraverso il testo letterario

·        Promuovere la conoscenza del mondo latino come sistema culturale dinamico e non come sistema statico di valori

·        Sviluppare la capacità di affrontare criticamente un problema storico

·        Sviluppare la capacità di fare collegamenti

·        Favorire nuove conoscenze filologiche e linguistiche

·        Migliorare la qualità di espressione orale e scritta

·        Suscitare il piacere della lettura dei classici

 

Obiettivi generali

·                    Conoscere testi significativi non solo sul piano letterario ma anche su quello tematico, come espressione culturale della civiltà latina.

·        Potenziare le capacità interpretative e di traduzione dei testi latini.

·        Saper contestualizzare un testo nella dimensione storico-letteraria di riferimento

·        Potenziare le abilità cognitive di analisi del testo e di valutazione/rielaborazione estetico-critiche

·        Saper rintracciare sulla linea del tempo i fenomeni culturali e la loro interrelazione evitando lo spezzettamento delle conoscenze

 

Obiettivi specifici

·                    Comprensione del concetto di epica

·                    Conoscenza dei caratteri del genere epico tradizionale

·                    Conoscenza dell’evoluzione del poema epico da Omero all’età imperiale

·                    Riconoscere nella produzione epica di età imperiale il complesso rapporto di differenziazione-contaminazione-continuità-emulazione con il modello greco

·                    Capacità di delineare gli aspetti “di novità” del poema Lucaneo all’interno dell’epica in lingua latina, in particolare rispetto a Virgilio

·                    Capacità di individuare analogie e differenze tra testi appartenenti allo stesso genere letterario

·                    Capacità di rintracciare, all’interno dei poemi epici latini trattati, il pensiero ideologico dei due autori

·                    Capacità di individuare le specificità stilistiche dei due poemi latini in esame

 

Contenuti

1^ U. D. : Caratteri dell’epica tradizionale: da Omero a Virgilio (tempi complessivi : 5h)

·        L’ Epos omerico. L’Iliade e L’Odissea. I contenuti. Lingua e stile. Canoni fondamentali del genere letterario: la figura dell’eroe, i suoi valori esistenziali e le sue qualità distintive; il mondo degli Dei e quello degli uomini; il mondo dei morti. Lettura ed analisi dei seguenti passi esemplificativi: “Il giuramento di Achille” (Iliade, VI, 404-502); “Io sono Nessuno (Odissea IX, 296-414); Iliade, I, 43-52; Lettura critica: “Il mondo dei morti”. Lettura critica : “la morte e i riti funebri”.                                                                                     3h

·        Dall’ Epos greco a quello romano: L’Eneide di Virgilio. Presentazione del contenuto e della struttura del poema: ripresa e superamento di Omero. L’equilibrio tra la tradizione dell’Epos eroico e il bisogno di un’epica storico celebrativa. L’eroica figura centrale del pius Enea.                                         1h

·        La piena aderenza dell’Eneide al canone epico tradizionale. Cfr tra il proemio dell’Iliade (vv 1-8), dell’Odissea (vv 1-10) e dell’Eneide (vv 1-11)               1h

 

2^ U. D. : Lucano: il rapporto con la sua epoca e la composizione della Pharsalia

(tempi complessivi: 3h)

 

3^ U. D. : La Pharsalia come anti-Eneide (tempi complessivi: 9h)

 

Bibliografia

Bettini M., La letteratura latina II, La Nuova Italia, Milano 2000

Bettini M., La letteratura latina III, La Nuova Italia, Milano 2000

Biondi I., Letteratura greca 1, G. D’Anna, Firenze 1996

Biondi I., Antologia della letteratura greca I, G. D’Anna, Firenze 1996

Conte  G. B., Pianezzola E., Storia e testi della letteratura latinaIII, Le Monnier, Firenze 1990

Conte G. B. Letteratura latina, Le Monnier, Firenze 2000

Pontiggia, Grandi, III, Principato, Milano 2001

Gagliardi D., Belli Civilis, D’Auria, Napoli 1989

Gagliardi D., Lucano poeta della libertà, Loffredo, Napoli 1979

Viansino G. , La guerra civile (Farsaglia), Mondatori, Milano 1995

 

Tempi di svolgimento:

totale ore per svolgimento U. D.

17

Totale ore verifiche in itinere

6

Totale ore verifiche finali

2

Totale complessivo:              25

 

Metodi

Si ritiene opportuno un inquadramento delle tematiche oggetto di studio attraverso l’analisi dei loro contesti. Le basi storiche preludono comunque alle letture dei testi di riferimento. L’analisi delle fonti letterarie, generalmente affrontata con criteri strutturali, avverrà sia attraverso l’applicazione del metodo tradizionale, deduttivo (che parte dal generale per giungere al particolare), sia del metodo induttivo (che parte dal particolare per giungere all’universale).

 

Strategie

·                    Lezioni frontali ed espositive per illustrare i contenuti

·                    Lezioni interattive per favorire una maggiore partecipazione degli alunni

·                    Lettura, analisi e interpretazione delle fonti letterarie

 

Strumenti

·        Libri di testo

·        Antologie degli autori

·        Schede di approfondimento critico

·        Fotocopie fornite dal docente

·        Monografie e articoli di riviste

 

Verifiche

·         In itinere e finale: durante le tre U. D. sono state effettuate verifiche orali attraverso colloqui individuali e dibattiti partecipati; al termine del percorso è stato proposto un test argomentativo per l’accertamento delle conoscenze, delle competenze e delle capacità acquisite, relativamente agli obiettivi prefissati.

 

Valutazione

Per la valutazione (dei colloqui) è stata utilizzata la seguente griglia:

 

OBIETTIVI

INDICATORI

Punteggi

 

 

 

 

-  Utilizzazione delle conoscenze e delle competenze.

 

 

Contenuti (analisi e sintesi) –  Approfondimenti –  Apporti personali.

 

0 - 3,5

 

-          Capacità di collegamento.

 

Aderenza alle domande –

 Collegamenti tra contenuti (anche pluridisciplinari) –

Capacità logico-argomentative.

0 - 3

-   Padronanza della lingua orale.

Lettura precisa ed espressiva del testo latino –  Correttezza e precisione linguistica (con riferimento alla traduzione del/i testo/i proposto/i)  –  Fluidità e varietà espositiva –Vivacità espositiva.

0 - 3,5

 

Per la valutazione della prova scritta finale sono stati considerati i seguenti criteri

 

Indicatori

Punteggio

Adeguatezza/aderenza alla traccia

0,5-2,5

Contenuti

0,5-2,5

Organizzazione logica delle idee e coerenza nello sviluppo dell’argomentazione

0,5-2,5

Correttezza ortografica e morfosintattica

0,5-2,5

 

 

 

 

 

 

 

Nadia Curiale

 

Il ruolo dei liberti e dei nuovi ceti affaristici nella vita economica e sociale dell’impero romano

 

                                                 Presentazione

 

Il presente percorso modulare “pluridisciplinare”, intitolato Il ruolo dei liberti e dei nuovi ceti affaristici nella vita economica e sociale dell’impero romano, è rivolto ad una terza classe di un Liceo  Classico.

Il percorso, strutturato in 3 unità didattiche, svilupperà la tematica dell’evoluzione della condizione dei liberti nella storia di Roma dalla Repubblica al Principato e delle relative conseguenze nella vita economica e sociale del tempo. Gli storici di fine Ottocento esitavano a parlare della schiavitù antica, per timore di macchiare la memoria dell’antichità. Eduard Meyer, lo storico tedesco della Belle époque, per primo reagì a questo silenzio, insistendo sulla condizione degli schiavi affrancati, come esempio della possibilità di liberazione che gli antichi offrivano agli schiavi e dell’assoluta diversità della schiavitù antica da quella americana. Rostovzev, ispirandosi a Meyer, riconobbe l’importanza dei liberti nella società romana, in quanto segno evidente che l’economia antica aveva vissuto fasi capitalistiche.

Lo scopo del modulo è quello di insegnare agli alunni, attraverso la riflessione sulla schiavitù, a comprendere in profondità la società romana e a decifrarne la complessità grazie all’analisi dei contesti socio-economici e letterari. Attraverso lo studio delle istituzioni giuridiche e l’analisi critica delle fonti, gli alunni potranno meglio comprendere i mutamenti della società romana nei diversi secoli, al fine di contestualizzare i rapporti tra i diversi autori latini, utilizzati come fonte storica, e di sviluppare una più efficace capacità di operare collegamenti tra le varie età della storia romana.

Il percorso prenderà avvio da un quadro introduttivo sul diritto romano, disciplinante la condizione degli schiavi nell’antica Roma, per affrontarne l’evoluzione tra età repubblicana ed imperiale. Nella specifico si analizzerà da una parte il quadro normativo attraverso l’analisi dell’istituto della Manumissio  e della Lex Visellia  dall’altra la condizione degli schiavi tanto in età repubblicana, attraverso la lettura di Cicerone, quanto in età imperiale attraverso Seneca. In particolare si centrerà l’attenzione sui rapporti tra dominus e schiavo, attraverso l’analisi dell’opera di Tacito, Orazio e Seneca; l’istituto della manumissio  e la visione dei liberti negli intellettuali latini. Si analizzeranno una serie di testi selezionati ed, in particolare, attraverso una lettura in traduzione,si discuterà della figura di Trimalcione nel Satyricon di Petronio. Il modulo si concluderà con l’analisi di una testimonianza di Plinio il Vecchio.

E’ previsto, infine, un approfondimento (2 ore) sulla “Schiavitù nella storia antica e moderna”, che coinvolgerà tanto il docente di letteratura greca quanto l’insegnante di storia, per un’analisi comparatistica della condizione degli schiavi nella società greca e in quella moderna.

Al termine di ogni unità didattica  sono previste prove in itinere (colloqui), per un  totale di 6 ore complessive, atte a valutare il grado di apprendimento di ciascun alunno e l’efficacia dell’intervento didattico; una verifica al termine del percorso, mediante somministrazione di una prova oggettiva di profitto, al fine di accertare la comprensione complessiva. La valutazione finale terrà conto dei risultati di tutte le verifiche  effettuate.

Il modulo sarà svolto nel II quadrimestre e avrà un tempo di realizzazione di 30 ore complessive.

 

PREREQUISITI

·        Conoscenza  della morfologia di base e delle strutture fondamentali della lingua latina

·        Capacità di lettura, comprensione e rielaborazione in italiano di un testo latino

·        Capacità di sistemazione e trasformazione delle strutture fondamentali della lingua latina

·        Conoscenza dei principali eventi della storia di Roma dalle origini fino al I sec.d.C.

·        Conoscenza del contesto socio-economico e letterario dell’età repubblicana e dell’Impero romano

 

FINALITA’  

·        Recuperare la memoria del passato

·        Sviluppare la capacità di affrontare criticamente un problema storico

·        Orientarsi nella complessità del presente selezionando e valutando criticamente fonti e testimonianze della classicità

·        Promuovere la conoscenza del mondo latino come sistema culturale dinamico e non come sistema statico di valori

·        Utilizzare il testo letterario come chiave di accesso alla civiltà romana e al mondo latino

·        Favorire nuove conoscenze filologiche e linguistiche

·        Potenziare le competenze di lettura, analisi ed interpretazione di un testo

·        Potenziare le capacità di espressione orale e scritta attraverso una terminologia appropriata

 

OBIETTIVI GENERALI

·        Sapere effettuare nessi di relazione spazio-temporale

·        Saper contestualizzare un testo nella dimensione storico letteraria di riferimento

·        Saper approfondire e rielaborare la tematica in oggetto, problematizzandone i contenuti

·        Rafforzare la competenza linguistica;

·        Fornire elementi ulteriori per comprendere e tradurre un testo

·        Saper utilizzare i diversi strumenti critici di lettura testuale

·        Sapere applicare il pensiero critico

 

OBIETTIVI SPECIFICI

·        Conoscere le caratteristiche fondamentali della  società romana sotto il profilo socio-politico ed economico

·        Conoscere le principali caratteristiche del pensiero degli antichi sulla condizione dei liberti e sulla loro ascesa sociale

·        Sollecitare la riflessione sulle forme di schiavitù presenti nella realtà antica e i quella contemporanea

·        Formulare giudizi personali e motivati sulle tematiche affrontate in relazione agli autori proposti

·        Conoscere le caratteristiche principali degli autori trattati (loro collocazione cronologica, rilevanza culturale, collocazione nel contesto della realtà politica repubblicana e imperiale)

·        Conoscere l’etimologa e l’evoluzione semantica di alcune parole chiave relative all’ambito semantico della schiavitù e della libertà ( servus, dominus, familia, libertus)

 

 

                                                             CONTENUTI

 

U.D.1 Alle radici della schiavitù romana ( tempi complessivi: 6 ore)

·        La schiavitù regolamentata nel diritto romano: L’istituto della Manumissio e la Lex Visellia. Istituzioni, I 10-11                                                                                 (tempi: 2 ore)

·        La condizione dello schiavo in età repubblicana. Cicerone, Ad Att., IV 4 a, 2.           

                                                                                                                                   (tempi: 2 ore)

·        La condizione dello schiavo in età imperiale. Seneca, De Clem., I 18,2.

                                                                                                                                   (tempi: 2 ore)

 

U.D.2 Societas romana: il riscatto sociale dei liberti (tempi complessivi: 6 ore)

·        La visione del liberto in età imperiale. Svetonio, L’imperatore Claudio, De vita Caesarum 28-29,1                                                                                                                   (tempi: 2 ore)

·        I rapporti tra dominus e libertus:il caso eclatante di  Claudio, sottomesso al suo liberto.Seneca, Apocolokynthosis, 15

                                                                                                                                     (tempi: 2 ore)

·        L’esempio di Callisto, il liberto di Caligola.Seneca, Ad Luc., 47,9

·        Sotto il regno di Nerone si discute il comportamento disdicevole dei liberti.Tacito, Ann., 13, 26-27

                                                                                                                                  (tempi: 2 ore)

 

U.D.3 I liberti e i nuovi ceti affaristici nell’età imperiale ( tempi complessivi: 9 ore)

 

·        Trimalcione: storia di un uomo che si è fatto da sé. Il Satyricon  come testimonianza di storia sociale. Lettura in traduzione dell’episodio della Cena Trimalchionis. Satyricon, 26-33

                                                                                                                                  ( tempi: 3 ore)

·        La straordinaria mobilità sociale dei liberti. L’esempio di Calvisio Sabino. Seneca, Ep., 27,5

                                                                                                                                  ( tempi: 2 ore)

·        Liberti e “ingenui” nei mestieri e negli affari.Tacito, Ann..,1,53; 4, 13.

                                                                                                                                   (tempi: 2 ore)

·        I liberti nella storia economica dell’impero. La testimonianza di Plinio il vecchio, Nat. Hist., 14,48; 49-51

                                                                                                                                   (tempi: 2 ore)

 

APPROFONDIMENTI

Sarà predisposta una lezione di approfondimento circa l’evoluzione dei concetti di schiavitù e libertà attraverso il tempo fino alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e dell’Individuo, redatta sul finire del XVIII secolo. La lezione prevederà un eventuale coinvolgimento dei docenti di  letteratura greca, di storia e di filosofia e la discussione partecipativa dei discenti.

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

Giardina A., L’uomo romano, Bari, 1993

Carcopino J. La vita quotidiana a Roma

Garnsey P.-Saller R. Storia sociale dell’impero romano, Roma, 1989

Conte G.B., Letteratura Latina, Firenze 2000

Veyne P., La vita privata nell’Impero romano

Faggella M., Orazio e il pater optimus, in “Dismisura” rivista on line di produzione e critica letteraria, Graffinrete

Paoli U.E., Vita romana, Firenze, 1976

Ciccotti E., Il tramonto della schiavitù nel mondo antico,

Casentini C., Studi sui liberti: contributo allo studio della condizione giuridica dei liberti cittadini, Catania, 1950

Castello C., Sui liberti e sugli schiavi imperiali, in “Studia et documenta historiae et iuris”,1978

Treggiari S., Roman freedmen during the Late Republic, Oxford 1969

 

METODI E STRATEGIE

 

-          Lezione frontale: per il illustrare i contenuti e gli obiettivi del percorso preso in esame

-          Lezione interattiva: per presentare l’argomento oggetto di studio attraverso il richiamo alle conoscenze pregresse relative al contesto storico-culturale in cui scrivono le loro opere gli autori di riferimento.

-          Si organizzeranno lavori di gruppo volti al potenziamento delle abilità traduttive e interpretative seguiti da esercitazioni domestiche e in aula affinché gli alunni acquisiscano maggiore dimestichezza con le strutture morfosintattiche, con la ricodificazione contestualizzata e con la personalizzazione coerente e coesa del testo.

 

L’impiego delle metodologie didattiche terrà conto dell’importanza che riveste nel processo di apprendimento il coinvolgimento attivo degli studenti, sicché, a seconda delle specifiche esigenze, si applicherà ora il metodo induttivo, ora quello deduttivo, servendosi non solo di lezioni frontali ma anche di dibattiti volti a favorire la riflessione critica e l’approccio alla metodologia della ricerca.

 

STRUMENTI

 

·        Libri di testo

·        Testi originali in edizione integrale o con traduzione a fronte.

·        Fotocopie di brani scelti e di testi critici

·        Articoli di riviste specialistiche

·        Computer

·        Internet e software

 

 

VERIFICHE E VALUTAZIONI

 

Le verifiche saranno effettuate sia in itinere che alla fine di ogni U.D. Nelle verifiche in itinere saranno somministrati:

·        Questionari semistrutturati a risposta aperta. 

·        Brevi versioni di latino.

Le prove sommative alla fine del percorso saranno:

·        Prove scritte di tipo interpretativo: traduzione, analisi del testo, commento

·        Resoconto finale degli argomenti trattati in forma di relazione o di saggio breve

·        Resoconto orale del panorama complessivo, delle problematiche e delle peculiarità legate ai testi trattati dal percorso.

Nella valutazione delle prove orali e scritte si terrà conto dei seguenti indicatori e criteri di

misurazione:

ELEMENTO VALUTATO

PUNTEGGIO

Capacità di analisi testuale

A,B,C,D

Capacità di contestualizzazione

A,B,C,D

Capacità logiche ed argomentative

A,B,C,D

Capacità di critica testuale

A,B,C,D

Proprietà lessicale

A,B,C,D

 

Il voto finale sarà determinato dalla media degli exempla  .

I criteri di valutazione sono suddivisi in quattro fasce di livello corrispondenti a seguenti voti:

A – 8/9

B – 6/7

C – 4/5

D – 2/3

 

Per la valutazione del saggio breve si terrà conto dei seguenti indicatori e criteri di misurazione:

 

 

INDICATORI

PUNTEGGI

PUNTEGGI PARZIALI

10 - 9

8 - 7

6

5 - 4

3 - 2

Risponde alla consegna

Completo

Pressoché completo

Parziale ma complessivamente adeguato

Carente

Molto scarso o nullo

 

Informazione/ utilizzo documentazione

Ampia e articolata

Esauriente

Corretta

Superficiale/ incompleta

Molte imprecisioni/ molto limitata scorretta

 

Individuazione tesi

Ben evidente

Abbastanza evidente

Presente ma non sempre evidente

Appena accennata

Assai limitata/ assente

 

Argomentazione

Articolata e sempre presente e approfondita

Presente e abbastanza articolata

Soddisfacente ma non sempre presente

Poco articolata e superficiale

Spesso assente/ assente

 

Struttura del discorso

Coerente e coesa

Quasi sempre coesa e coerente/ un po’ schematica

Schematica ma nel complesso organizzata

Qualche incongruenza

Disordinata incoerente

 

Sintassi

Corretta con elementi di complessità

Semplice ma corretta

Semplicistica/ contorta

Qualche errore

Molti errori/ decisamente scorretta

 

Lessico e registro linguistico

Adeguati e appropriati

Quasi sempre adeguati e appropriati

Complessivamente adeguati, ma con qualche imprecisione e imperfezione

Diverse improprietà e imprecisioni

Gravemente inadeguati e non appropriati

 

Ortografia

Perfettamente corretta

corretta

Qualche errore ma sostanzialmente corretta

Vari errori

Scorretta/ molto scorretta

 

Punteggiatura

Pienamente corretta, accurata ed efficace

Corretta ma non sempre accurata

Qualche errore e incuria

imprecisa

Molte imprecisioni/ scorretta

 

Presentazione grafica

ottima

buona

Complessivamente accettabile

insoddisfacente

Gravemente inadeguata

 

PUNTEGGIO TOTALE  corrispondente a

 

VOTO

 

Per la valutazione della traduzione dal latino terrà conto dei seguenti indicatori e criteri di misurazione

 

 

A. COMPRENSIONE DEL TESTO

Valutazione in decimi

Valutazione in quindicesimi

  • scarsa comprensione del senso generale del brano

1

1 –2

  • sufficiente comprensione del senso globale del brano

1,5

2,5

  • buona comprensione del brano

2

3 –3,5

  • comprensione approfondita e articolata

2,5

4

B. CONOSCENZE MORFO-SINTATTICHE

Valutazione in decimi

Valutazione in quindicesimi

  • conoscenze insufficienti (errori gravi)

1

1 – 2

  • conoscenze sufficienti (pochi errori)

1,5

2,5

  • conoscenze più che sufficienti (nessun errore o errori trascurabili).

2

3 – 3,5

  • conoscenze buone (nessun errore)

2,5

4

C. TRADUZIONE

Valutazione in decimi

Valutazione in quindicesimi

  • traduce in modo scorretto (errori gravi);

1

1-2

  • traduce nel complesso correttamente;

1,5

2,5

  • traduce senza errori;

2

3 –3,5

  • traduce con esattezza e rigore .

2,5

4

D. INTERPRETAZIONE E RESA NELLA LINGUA D’ARRIVO

Valutazione in decimi

Valutazione in quindicesimi

  • la resa nella lingua d’arrivo è insufficiente (errori ripetuti nella scelta lessicale e nell’organizzazione sintattica);

1

1-2

  • la resa nella lingua d’arrivo è sufficiente (lessico e sintassi generalmente corretti);

1,5

2,5

  • La resa nella lingua d’arrivo è corretta ed interpreta efficacemente.

2 –2,5

3

VALUTAZIONE COMPLESSIVA

PUNTEGGIO IN DECIMI PUNTEGGIO IN QUINDICESIMI

INSUFFICIENTE

4

4-7

MEDIOCRE

4½ - 5 ½

8-9

SUFFICIENTE / Più CHE SUFF.

6

10

DISCRETO / Più CHE DISCRETO

6 ½ - 7 ½

11-12

BUONO /DISTINTO

8-9

13 - 14

OTTIMO

10

15

 

ROMA VITA

 

 

 

                        L’Islam e il mondo ebraico: scontro di civiltà

 

Presentazione

“L’Islam e il mondo ebraico: scontro di civiltà” è un percorso modulare verticale “pluridisciplinare”, in quanto coinvolge più discipline: la storia, la geografia antropica, la religione. Il modulo è indirizzato ad una prima classe del Liceo Scientifico.

Il progetto, strutturato in tre Unità Didattiche, svilupperà la tematica del conflitto, ancora attuale, tra arabi e israeliani, inquadrata nella sua dimensione storica. Essendo, la conoscenza dei contesti, indispensabile per comprendere i fatti storici e coglierne le ragioni, il percorso prevede, come prima “tappa”, la presentazione, in due momenti successivi, delle due civiltà nelle loro radici storico-geografiche, con particolare riferimento alla religione, per permettere ai ragazzi di afferrarne gli aspetti fondanti. Solo in un secondo tempo saranno affrontati, la “questione palestinese”, i problematici rapporti e la difficile convivenza tra i due popoli, in modo che gli allievi siano in grado di individuare le cause e i momenti significativi del conflitto arabo-israeliano e di riconoscere la funzione dei riferimenti storici nei discorsi sul presente.

Nella prima U. D. si illustrerà la storia dell’originario popolo Ebraico, nei suoi principali passaggi, fino alla conquista romana della Palestina nel 65 a.c., con particolare riferimento alle figure-chiave del capostipite Abramo e di Mosé, depositario del decalogo, e al fondamentale concetto di “ terra promessa”.

Il secondo segmento della prima U.D. prevede la trattazione della complessa storia degli ebrei a partire dalla loro espulsione dalla Palestina, passando per la difficile convivenza con gli altri popoli (con uno sguardo particolare alla tolleranza riservata agli ebrei della diaspora nel mondo arabo-islamico rispetto al mondo cristiano), per le diverse persecuzioni, le piccole conquiste (XIX sec.: abolizione dei “ghetti”), accennando al sionismo, fino a toccare la proclamazione dello Stato di Israele, temi che saranno affrontati più approfonditamente nelle terza unità didattica. L’ultimo segmento della prima unità didattica concentrerà l’attenzione sui fondamenti della religione ebraica attraverso un confronto diretto con le fonti bibliche dell’antico testamento.

La seconda U.D. prevede, nel primo segmento, la presentazione delle raffinate civiltà e dei potenti imperi fioriti in quelle che diventeranno le Terre dell’Islam. Nel secondo segmento si continueranno a tracciare le linee storiche del popolo arabo: sarà affrontato l’avvento del profeta Maometto (VII secolo) con la fondazione dell’Islam, la straordinaria espansione dell’ Impero Islamico fino alla sua decadenza nel XV secolo per lasciare il posto ad un altro impero musulmano (non arabo bensì turco), l’impero Ottomano, durato fino alla prima guerra mondiale. L’ultimo segmento della seconda unità didattica prevede la trattazione della religione islamica presentata come modo di vivere, con i suoi “pilastri della fede2 che investono non solo la sfera religiosa ma tutta l’attività umana, la vita familiare e sociale dei fedeli. Particolari approfondimenti saranno svolti in direzione delle divisioni interne al mondo islamico ma soprattutto intorno al concetto di gihad, “guerra santa” e all’atteggiamento musulmano di fronte alla religione ebraica. Quest’ultimo sarà affrontato attraverso un articolo di Giacomo Korn, volto a dimostrare che una contrapposizione dell’Islam all’Ebraismo, appare sotto il profilo di quanto contenuto nel Corano, come una pura e semplice forzatura: è solo lo “stravolgimento” dello stesso che può condurre ad interpretazioni arbitrarie, atte unicamente a fomentare l’odio dei musulmani verso gli ebrei.

L’ultima U.D. sarà incentrata sul rapporto conflittuale (territoriale più che religioso) tra le due civiltà, scandito nei suoi momenti fondamentali: a partire dal Sionismo (il movimento che si proponeva di avviare il ritorno alla Palestina di quel popolo ebreo che le vicende storiche di quasi due millenni aveva disperso per il mondo), passando per la proclamazione dello Stato di Israele (1948), fino ai giorni nostri. Per investigare gli aspetti decisivi e i passaggi-chiave della tematica affrontata, saranno utilizzati articoli e schede di approfondimento fornite dal docente. Per favorire un più semplice apprendimento e permettere ai ragazzi di costruire le loro conoscenze per scoperta e quindi agevolare il loro apprendimento, oltre alle lezioni frontali e dialogate, saranno assegnate agli stessi delle ricerche guidate.

Durante il percorso, 6 ore saranno dedicate alle prove di verifica in itinere (colloqui alternati a test semistrutturati) per valutare il grado di apprendimento degli allievi e l’efficacia dell’intervento didattico. Al termine dell’ultima unità didattica si effettueranno colloqui orali e una trattazione sintetica scritta al fine di accertare la comprensione complessiva. La valutazione finale terrà conto dei risultati di tutte le verifiche effettuate.

Il modulo sarà svolto nel I quadrimestre e avrà tempo di realizzazione di 25 ore complessive.

 

Prerequisiti:

·        Saper leggere atlanti storici e geografici, schemi, tabelle e grafici per la comprensione delle spiegazioni

·        Saper realizzare ricerche strutturate didatticamente dall’insegnante

·        Conoscere l’area geografica del Medio Oriente ai nostri giorni

·        Attitudine ad accostarsi a vicende ed esperienze lontane sia geograficamente che culturalmente dalla nostra ottica eurocentrica, eppure fondamentali ed imprescindibili per una comprensione, sia pur a grandi linee, della storia del Bacino del Mediterraneo e dell’umanità in genere

 

Finalità formative:

·        Comprendere la realtà contemporanea attraverso le forme dell’organizzazione territoriale

·        Comprendere il ruolo delle società umane nell’organizzazione dell’ambiente

·        Maturare l’interesse per l’ “altrove”, occasione di verifica e confronto esistenziale

·        Sviluppare la sensibilità ai problemi dell’ambiente

·        Sviluppare la sensibilità ai problemi dei diversi popoli della Terra e il senso di solidarietà

·        Scoprire e dare significato alla dimensione storica del mondo attuale

·         

Obiettivi generali:

Conoscenze:

·        Conoscere le vari forme dell’organizzazione territoriale e le diverse strutture economiche, sociali, culturali e religiose

·        Conoscere l’aspetto fisico ed antropico dei continenti extraeuropei

Competenze:

·        Utilizzare un linguaggio geografico appropriato

·        Interpretare a grandi linee carte geografiche tematiche

·        Mettere le conoscenze dei fatti storici in relazione con le conoscenze dei contesti ambientali entro i quali si sono svolti

Capacità:

·        Saper leggere ed individuare, attraverso categorie geografiche, eventi storici, fatti e problemi delle società contemporanee e le loro strutture economico-sociali e religiose.

·        Commentare con spirito critico i gravi problemi sociali e culturali che caratterizzano il nostro tempo

 

Obiettivi specifici:

·        Seguire lo sviluppo, nell’area Mediorientale, dei popoli in esame

·        Problematizzare le differenze di religione e di cultura dei due gruppi umani mediorientali

·        Saper individuare, nelle due civiltà in conflitto, elementi di raccordo culturale

·        Saper operare un confronto, nelle linee di fondo, tra i popoli orientali e le civiltà occidentali

·        Individuare, nella ricostruzione storica, le cause e i momenti significativi del conflitto arabo-israeliano

·        Mettere in relazione le conoscenze dei fatti storici con le conoscenze del contesto sociale e religioso entro il quale si sono svolti

·        Dare organizzazione cronologica alle informazioni e alle conoscenze in modo da individuare, sulla linea del tempo, i punti di intreccio delle storie dei due popoli in esame

·        Comprendere la dimensione storica di un conflitto ancora attuale

·        Riconoscere la funzione dei riferimenti storici nei discorsi sul presente

 

                                                                  Contenuti

 

1^ U.D.: Inquadramento storico e caratteri della civiltà ebraica (tempi complessivi: 5 ore)

 

2^ U.D.: Inquadramento storico e caratteri della civiltà araba (tempi complessivi: 7 ore)

3^ U. D.:L’espansione dell’Islam e lo scontro con gli ebrei (tempi complessivi: 5 ore)

 

Tempi di svolgimento:

totale ore per svolgimento U. D.

17

Totale ore verifiche in itinere

6

Totale ore verifiche finali

2

Totale complessivo:              25 ore

 

Bibliografia:

·                    Annunziata, carpanelli, deaglio, emiliani, Foa, Gubellini, Gurioli, F. Sofri, G.    Sofri, Tripodi, Percorsi di Geografia, Zanichelli, Bologna 2007

·                    Barducci, Biondi, Giocondi, Storia, costume e società (II volume), Trevisini editore, Milano 2006

·                    Biagi e.,Vecchione A. , La tua geografia”, De Agostani, Novara 1980

·                    Calvani, Giardina, Storia antica, Laterza, Bari 1986

·                    Cantarella, guidorizzi, Storia antica e medievale (II volume), Einaudi, Milano 2006

·                    Castagnetti p., Il presente come storia, Clio, Bologna 1997

·                    Finzi, Foa, Geografia dei continenti extraeuropei,Zanichelli , Bologna 1997

 

Metodi e Strategie didattiche:

Sono previste lezioni frontali informative per la presentazione dei contenuti del percorso e lezioni interattive, partecipate e dialogate per favorire il dibattito sulle problematiche affrontate e stimolare la riflessione critica. Verranno utilizzati, combinandoli opportunamente, tanto l’approccio metodologico deduttivo tradizionale (espositivo), quanto quello induttivo (basato su processi di ricerca-scoperta).

 

Strumenti:

Libri di testo

Cartine geografiche

Grafici

Dati statistici

Schede di approfondimento

Articoli giornalistici

Fotocopie fornite dal docente

 

Verifiche

Si effettueranno verifiche in itinere e sommative: quelle in itinere si inizieranno ad effettuare in maniera costante a partire dalla fine della 1^ U.D. fino alla 3^ U.D. e consisteranno in colloqui alternati a prove semistrutturate, volti ad accertare l’assimilazione dei temi affrontati. Al termine del percorso come verifica sommativa oltre ai colloqui orali, sarà proposta una trattazione sintetica dal titolo: “La nascita dello Stato di Israele ha “costretto” alla convivenza arabi palestinesi ed ebrei; questo ha generato violenti conflitti che non si possono considerare ancora risolti. Delineate gli aspetti più evidenti e i principali avvenimenti del remoto confronto tra i due popoli. Riflessioni personali.”

 

Valutazione

Per la valutazione degli alunni si terranno in considerazione i seguenti indicatori disciplinari comuni:

·        Conoscenza degli argomenti e del contesto di riferimento

·        Comprensione dei temi trattati

·        Uso degli strumenti specifici della disciplina

·        Capacità di collegare ed integrare le conoscenze

·        Chiarezza espositiva

E per le prove scritte anche:

·                    Correttezza grammaticale

La valutazione finale sarà ottenuta sommando e facendo la media dei voti delle verifiche avvenute in itinere e alla fine del percorso.

 

Griglia di valutazione

 

Indicatori:

Impegno

Partecipazione

Metodo di studio

Conoscenza

contenuti

Comprensione

Applicazione

Rielaborazione

Personale

A=9/10

A.Lodevole

A.Trainante

A.Efficace

A.Ampia e approfondita

A Ottima/efficace

A.Originale/

Critica

B=8

B.Responsabile

B.Produttiva

B.organizzato

B.Completa

B:Precisa e sicura

B.Efficace/

Autonoma

C=7

C.Costante

C.Attiva

C.Soddisfacente

C.Discreta

C.Discreta

C.Articolatsa

D=6

D.Sufficiente

D.Ricettiva

D.Adeguato

D.sufficiente

D.Sostanzialmente corretta

D.semplice

ma corretta

E=5

E.Discontinuo

E.Discontinua

E.Approssimativo

E.Superficiale

e/o mnemonica

E..Superficiale

e/o incerta

E.Modesta

F=3/4

F.Assente

F.Di disturbo

e/o assente

F.Disorganizzato

e/o dispersivo

F.frammentaria

e lacunosa

F.Insufficiente

F.Insufficiente

 

 

Nadia Curiale


 

 

 


[1] Finzi, Foa, Geografia dei continenti extraeuropei,Zanichelli , Bologna 1997, p.112

[2] Calvani, Giardina, Storia antica, Laterza, Bari 1986, p.105

[3] Annunziata, carpanelli, deaglio, emiliani, Foa, Gubellini, Gurioli, F. Sofri, G. Sofri, Tripodi, Percorsi di Geografia, Zanichelli, Bologna 2007, p.105

[4] Cantarella, guidorizzi, Storia antica e medievale (II volume), Einaudi, Milano 2006, p. 99

[5] Ivi, p.100

[6] Barducci, Biondi, Giocondi, Storia, costume e società (II volume), Trevisini editore, Milano 2006, p.115

[7] Annunziata, carpanelli, deaglio, emiliani, Foa, Gubellini, Gurioli, F. Sofri, G. Sofri, Tripodi, Percorsi di Geografia, Zanichelli, Bologna 2007, p. 104

[8] Cantarella, guidorizzi, Storia antica e medievale (II volume), Einaudi, Milano 2006, p. 103

[9] Biagi e.,Vecchione A. , “La tua geografia” , De Agostani, Novara 1980, p.140

[10] Ivi, p. 142

[11] Annunziata, carpanelli, deaglio, emiliani, Foa, Gubellini, Gurioli, F. Sofri, G. Sofri, Tripodi, Percorsi di Geografia, Zanichelli, Bologna 2007, p. 108

[12] Ivi, p. 106