Recensioni

L’autobiografismo indiretto di Francesco dell’Apa


di Marino Faggella

 Mercoledì 11 luglio 2007 "uscita n. 1"

Nel romanzo“A passo di tartaruga” ( Città del sole edizioni, Roma 2006), l’ultima opera narrativa di Francesco dell’Apa, finissimo grecista in grado di saper coniugare sapientemente gli insegnamenti del sapere classico con una profonda conoscenza delle cocenti problematiche del nostro tempo, delle quali sa farsi con malcelato autobiografismo interprete e testimone, l’autore ha concentrato in diciannove capitoli le vicende di una storia che scorre veloce fino al termine, dove i fatti raccontati, perfettamente ordinati e sorretti da uno stile di notevole limpidezza e accessività, anche quando attinge a considerazioni che scoprono il profondo legame con la cultura classica, si snodano senza mai stancare il lettore lungo le direttive di moduli narrativi perfettamente disposti ed ordinati.

 All’interno di queste linee sicure si muove la storia intima di Edoardo e Giorgia, che sarebbe solo una vicenda interessante, nelle linee di un tradizionale autobiografismo, se l’autore, con un moderato uso dell’ entrelacement, non l’avesse resa più complessa e coinvolgente contaminandovi altri fatti e vicende che inevitabilmente fanno parte della nostra storia attuale. Come ha ben sostenuto Antonio Coppola, nella bella nota che fa da giusta corona al termine dell’opera, l’autore « ha ben applicato un concetto pirandelliano “la vita o si vive o si scrive”, e così ci pare; l’ha saputa scrivere in una storia, appunto, dove spunta un’altra storia; i retroscena della droga, la confessione, il documento costituiscono uno sforzo imperativo e cogente in cui il protagonista ( che non è altro che l’autore col nome cambiato ) ha dato il tutto e per tutto».

 Certo rimane centrale la storia essenziale di due giovani, a cominciare dagli entusiasmi giovanili, la quale, tuttavia, non si regge esclusivamente sull’eros, come accade in tanti romanzi della letteratura contemporanea anche non secondari, ma essa diviene occasione per sottolineare, accanto agli stimoli nonché ai pericoli intimi ed esterni presenti nella nostra società, la necessità di valori positivi, quali l’amore e l’amicizia, che, per quanto attaccati da ogni parte, tuttavia sono in grado di resistere e sopravvivere anche quando la passione e la forza dei sentimenti non e più quella degli anni verdi della giovinezza. E’ la vittoria del logos sulle passioni che raffreddandosi non perdono la loro intensità, ma si fanno col tempo più umane e misurate.

Al di là della finissima analisi introspettiva dei personaggi, in particolare quella del protagonista, condotta in alcuni casi  fino alle soglie del sottosuolo, per rivelarne le inevitabili contraddizioni umane, v’è da sottolineare la positiva cifra morale della storia, che va oltre la ricorrente pruderie di tanta narrativa odierna, che è capace solo di sollecitare i sensi senza nulla aggiungere di nuovo ai significati positivi della vita. Per queste conclusioni edificanti, che men che mai potrebbero far pensare ad un ottimismo di maniera del suo autore, la lettura del romanzo si consiglia senza dubbio anche ai giovani.

 

Scheda dell’autore

Francesco dell’Apa nasce in Calabria a Siella Marina (Cz). Dopo il liceo classico lascia la regione di origine e, assetato di conoscenza, si iscrive all’Università La Sapienza di Roma, dove si laurea in Lettere Classiche. Affascinato dalla storia millenaria della Città eterna, vi dimora a lungo e vi si stabilisce come docente di Latino e Greco nei Licei.

Introdotto nel salotto letterario di Via Panama, che è condotto mirabilmente dalla nobildonna Anna Agrisani, poetessa e scrittrice, viene a contatto con una cerchia di intellettuali con cui stringe amicizia e frequentazione.

Nel 1996 fa il suo esordio nella narrativa con il romanzo, Una lunga strada di stampo autobiografico, seguono Un mondo capovolto, 1999; una raccolta di racconti Ciottoli di fiumara, 2000; Il cielo è uno, 2002. con quest’ultimo romanzo viene premiato al XXVI Concorso internazionale di narrativa di Pratola Peligna. Nel 2003 pubblica un corposo saggio Dal tempo unico che gli vale, come riconoscimento di Scrittore-filologo, il prestigioso premio “G.Calogero 2003”.

Ha partecipato con poeti e scrittori del Gruppo Panama a due raccolte antologiche di poesie e racconti. E’ presente nella Storia della Letteratura italiana contemporanea a cura di N.Bonifazi e G.Luti, edizioni Elicon, e ne L’altro Novecento di V.Esposito, edito da Bastogi. E’ stato redattore della rivista di cultura e arte Musa romana. E’ conosciuto a Roma e in Italia per la collaborazione a varie riviste e per la presentazione di libri di poeti e scrittori. Sulla sua opera di scrittore e saggista si sono soffermati poeti, scrittori e critici: A.Coppola, R.Cerminara, M.Racioppi, L.Pasquale, G.Barberi Squarotti, W.Mauro, M.G.Lenisa, N.Di Stefano Busà, M.Faggella, A.Piromalli.

Indirizzo: Francesco dell’Apa Circumvallazione Nomentana 338 -  00162 - Roma