Recensioni

Mercoledì 30 Dicembre 2009  “uscita n. 5”

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Diario di una rivolta: i giorni di Scanzano Ionico

a.c. di Raffaella Faggella

 

Introduzione

 

 

 

 

La bonifica della piana di Metaponto, lo sviluppo agricolo e l’insediamento di agglomerati urbani come Policoro, Nova Siri, Metaponto e Scanzano hanno reso interessante ed appetibile questo territorio. Molti, pertanto, hanno cominciato a studiarlo, a conoscerne anche i segreti del sottosuolo: la Sorim, già dagli anni ’70, in seguito all’insediamento dell’ENEA, allora CNEN, presso la località Trisaia nel comune di Rotondella, ha individuato nel sottosuolo di Scanzano, nei pressi di Terzo Cavone, a 800-1000 metri di profondità e a poche decine di metri dal mare, delle stratificazioni di salgemma

 

inframmezzate con l’argilla, un vero e proprio sandwich.

Come sfruttare questa conformazione del sottosuolo? E’ stata la prima domanda di chi aveva investito in questa ricerca. Si formulano le prime ipotesi: estrarre il salgemma per uso domestico e industriale? Ricavare delle cave per deposito di GPL? Queste ipotesi sono diventate dei progetti che,  a più riprese, nel corso di una ventina di anni sono stati proposti all’attenzione degli amministratori locali.

E se fosse il luogo ideale per conservare scorie radioattive? L’appetito vien mangiando e il sandwich di salgemma diventa realtà(.…)Ecco giungere un regalo inaspettato, il decreto ministeriale 314, del 13 novembre 2003, presagio di doni più grandi che puntualmente sarebbero arrivati più tardi: qualche barra di uranio, di plutonio, qualche reattore di centrali nucleari dismesse, tanti rifiuti di secondo livello da tutti gli ospedali d’Italia, adagiati su 1200 ettari di terreno in attesa di essere depositati nel sandwich, e tutto questo era solo l’inizio di regali sempre più grandi e consistenti provenienti dall’Europa e dal Mondo. Sembra di rileggere antiche profezie bibliche:”E tu Scanzano dello Ionio non sei certo l’angolo più sconosciuto del mondo, in te saranno portati i rifiuti radioattivi di tutta la terra”. Da promesse messianiche a visioni apocalittiche: “Il vostro futuro, se c’è, non sarà più vostro, ma di chi sopravvivrà e si adeguerà al nuovo che incalza: non più profumi di natura, ma ambiente asettico, inodore, di morte”.

Si legge nella Prefazione del libro“Come sarà il nostro futuro, se è lecito immaginarne uno? Questo è l’interrogativo che ha accompagnato tutti noi lucani per giorni a cominciare dal 13 novembre 2003..”. E questo è l’interrogativo che si pone Simona Iannuzziello, la giovane autrice di questo libretto (Scanzano Ionico I giorni della rivolta, La Mongolfiera, Cosenza 2004) che ha partecipato in prima persona ai giorni della rivolta di Scanzano Ionico fra il 13 e il 27 novembre del 2003, per impedire che la terra lucana diventasse sede di un deposito di scorie radioattive. La rivolta lucana non è stata una comune protesta ma ha rappresentato la rinascita di un’intera popolazione, un evento non solo politico ma civile e culturale per il Mezzogiorno. La rivolta  di Scanzano, come sostiene l’autrice nella prefazione” che ha stravolto per quattordici lunghi giorni la nostra vita, non può essere sottovalutata né può essere dimenticata (…)”vuole essere una storia di uomini e donne uniti e mossi da un profondo amore per la vita e per la propria terra”. Per questo nel libro si raccontano con lucidità e senza enfasi”sentimenti, stati d’animo ed emozioni che possono essere condivisi da tutti se solo per un attimo si prova a chiudere gli occhi e ad immaginare quale può essere lo sguardo di un bambino sul cui futuro pende una pesante ipoteca., in quanto –  conclude l’autrice – “E’ impensabile vivere senza alcuna certezza per quanto aleatoria sia. Tutti abbiamo bisogno di credere, sperare e sognare per costruire il nostro futuro e nessun uomo ha il diritto o la facoltà di privare altri dei propri sogni e delle proprie speranze”. E’ in questa prospettiva che devono essere lette ed apprezzate le pagine di questo libello.

Simona Iannuzziello è nata a Catanzaro nel 1976. Si è laureata in lettere moderne nell’Università di Bari. Ha conseguito la specializzazione per l’insegnamento di Italiano e Latino nei licei frequentando la SSIS dell’Università della Basilicata. Vive e lavora a Scanzano Ionico, dove tra l’altro dirige il Centro Studi “ASPASIA”.