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Giovedì 30 Giugno 2016  “ uscita n. 17”

Leonardo Sinisgalli, un poeta nella civiltà delle macchine  (Capricorno Editing, pp. 1-229 riedizione)
di Raffaella Faggella

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                                          Uno spaccato del libro
Con la fondazione di Civiltà delle Macchine (1953) Leonardo Sinisgalli volle dare una risposta originale all’assillante querelle di una cultura scissa in due mondi contrapposti: quello scientifico-tecnico e l’umanistico-estetico. Il problema oltre che culturale era anche esistenziale: si trattava di affrontare uno dei grandi enigmi ancora irrisolti dell’uomo del nostro tempo, diviso dall’insanabile contrasto tra un malessere di tipo esistenziale, l’angoscia (che per la felice invenzione di un poeta è stata definita “il male di vivere”), e la fiduciosa attesa che deriva dal cammino della scienza. Sinisgalli tentò di dare una soluzione a questo contrasto col progetto di una cultura totale. Al tempo di Civiltà delle Macchine gli sembrò di far rivivere altre età: quella dei Greci, il tempo di Leonardo o il più recente Illuminismo, momenti della storia nei quali avrebbe desiderato forse di vivere. Ma era figlio della sua epoca, assimilabile per molti aspetti all’età del Barocco, civiltà nella quale, dopo la rottura della grande sintesi rinascimentale, l’uomo rimase incerto sulla strada da compiere, dominato dal senso cosmico; ed intese soprattutto con l’arte ricercare una sintesi tra finito ed infinito, fra mondo dello spirito e mondo della natura.
Anche il poeta scienziato visse in un’età dominata dai contrasti, per cui cercò con la ragione matematica e la fantasia dell’arte di effettuare una nuova sintesi, di promuovere una nuova cultura nella quale tutte le differenze fossero bruciate e annullate. Ma il suo tentativo euristico non sempre fu coronato dal successo, raramente gli riuscì di conciliare al presente un mondo ancestrale recuperato con la memoria e l’inesorabile fuga del tempo che gli suggeriva la scienza. Non gli rimase allora che rifugiarsi nel procedimento analogico del Furor Mathematicus, quando non gli riuscì di dare espressione alla sua più autentica voce dell’anima che fu voce di poesia. Non si può non rimanere affascinati da questa figura di intellettuale molteplice, caratterizzata dal complesso miscuglio dei dati della poesia cui si intrecciano altre e diverse esperienze intellettuali che certamente meritano di essere indagate e conosciute a fondo. Ma, a parte qualche occasionale riconoscimento, sembra che la personalità e l’opera di Sinisgalli non abbiano ancora il dovuto riconoscimento; anzi in questi ultimi tempi gli tocca la sorte di essere un po’ dimenticato o addirittura ignorato dalla critica ufficiale. Sinsgalli è un autore che meriterebbe di essere conosciuto integralmente, e per fare ciò bisogna partire dalla storia. In questa prospettiva assume un particolare rilievo la sua posizione intellettuale e risposta che egli ha saputo dare ai problemi dell’arte e della cultura del suo tempo.
Con tale spirito l’autore di questo libro si è accinto alla difficile impresa di definire la “pluridimensionalità” di Sinisgalli unitamente alla sua non agevole poetica. Nota Paolo Pasquini sulla Rassegna della letteratura italiana  (1998, II) che il poeta lucano “trova in questa bella e affettuosa monografia di un suo cultore, lucano come lui, una giusta collocazione di confine fra musa tecnologico-matematica e musa letteraria (…) profondamente sinisgalliana allora, proprio perché in circuito col pensiero scientifico, la scelta di Faggella di sviluppare un’intuizione critica di Contini, incentrata sull’idea di sintropia, di reversibilità cioè dei fenomeni naturali(…); già oggetto di studio dello scienziato Sinisgalli, prima della sua conversione umanistica la sintropia diviene qui, infatti, concetto di riferimento globale in grado di cogliere sinteticamente il senso ultimo di una delle dinamiche portanti della produzione letteraria sinisgalliana, quella cioè del ritorno e della ricomposizione elegiaca dell’infanzia e del connesso mito del paese: arte allora come memoria, come conversione temporale, lotta contro la dispersione entropica della vita”.
Vogliamo chiudere queste note con un riferimento di Donato Valli, uno dei più grandi interpreti della letteratura contemporanea, che subito dopo la pubblicazione del libro ha raccolto così le sue impressioni in una lettera al suo autore:” L’opera colma una lacuna rilevante nella bibliografia sinisgalliana, cioè l’assenza di uno studio organico e completo sulla vita e sull’opera, come si diceva un tempo, del poeta; e lo fa in un tempo ingrato tra il disinteresse e la distrazione della cultura ufficiale. Per questo io La ringrazio dal più profondo del cuore (…) Dal punto di vista storico strutturale il libro ha un carattere di definitività, per quanto possa essere definitiva un’opera critica e intellettuale: con divisibili e documentate le proposte critiche, aderente allo spirito dei tempi la metodologia, con quel di più di amore, di solidarietà regionale che rende più umano e affettuoso il discorso. Questa atmosfera mi ha generato un rimpianto, una nostalgia non occasionali; e il desiderio di rivisitare l’opera dell’amico. Penso ad un corso per il prossimo anno, ma la mancanza e l’introvabilità delle sue opere rendono problematica l’attuazione del desiderio. Forse voi amico e la regione lucana mi auguro vogliate colmare questo vuoto”. In effetti non pochi problemi sorgono ancora oggi per gli studiosi dovuti sia alla scarsa cura delle istituzioni locali (cui si sforza di sopperire la benemerita Fondazione degli amici di Montemurro) sia proprio alla difficoltà di rintracciare i testi e le opere dello scrittore, prevalentemente pubblicate in passato da Mondadori e riedite talvolta da altri editori solo a centoni e in antologie scolastiche, che certamente fanno sentire la mancanza dell’opera omnia  sinisgalliana che, data l’eccessiva acribia di qualche critico-filologo locale, attende ancora di vedere la luce.
                                            Scheda dell’Autore
 Marino Faggella, autore e saggista,  laureato in lettere classiche presso l’Università “Federico II” di Napoli, vive e lavora a Potenza. Prof. Emerito, ordinario di Italiano e Latino nel Liceo Classico “Q. Orazio Flacco”, ha per più di dieci anni svolto attività di docenza presso la Scuola di Specializzazione dell’Università della Basilicata. La sua lunga esperienza professionale, la partecipazione ad esperienze in qualità di formatore dei formatori, di orientamento e di sostegno ai docenti, è testimoniata dall’attività di aggiornamento in qualità di realizzatore di progetti, di ricerca e innovazione didattica (Latina didaxis, aggiornamenti sulla didattica del latino nella scuola liceale), di coordinatore e docente relatore in corsi e seminari svolti “intra moenia” e all’esterno con partecipazione di enti quali UNIVERSITÀ, IRRE, CIRMES,USB,UNILABOR. Si è già occupato di studi storici, classici e moderni, pubblicando su Orazio diversi articoli e saggi, alcuni dei quali sono confluiti nel volume Sulla Via Appia ad incontrar le Muse, lucanità di Orazio ed altri saggi, edito da Finiguerra (2005).
 I suoi interessi di studioso sono stati rivolti, inoltre, a temi di linguistica e critica letteraria  (Genesi e caratteri dello strutturalismo dal formalismo russo alla semiotica; La critica militante di L. Sinisgalli; Manzoni tragico; L. Pirandello, dalla narrativa al teatro; Leopardi-Proust, la ricerca del tempo e il procedimento della memoria involontaria; G.Leopardi, natura e ragione e il reagente della religione); e alla storia e alla cultura del Sud e della Lucania. Ha svolto lunghe indagini e studi su Sinisgalli, apparsi su riviste e periodici.
 Ha pubblicato, oltre al volume: L.Sinisgalli, un poeta nella civiltà delle macchine (1996, saggistica), le seguenti monografie:  Il nulla nominato, studi sul pensiero e sull’opera di G. Leopardi (2002-05, saggistica), Sulla Via Appia ad incontrar le Muse, lucanità di Orazio ed altri saggi (2005, saggistica), Il 600 (2006,ipertesto), Ai piedi del Cristo. Maratea tra memoria storica e vocazione turistica (2007, saggistica).
Pittore ed esperto nelle arti figurative, detiene su Fb la pagina web: “Galleria d’arte on line”. Collabora  a diversi periodici ed è direttore e caporedattore della rivista on line “Il Capricorno”.
 È possibile contattare l’autore accedendo ai seguenti siti:
www.lucaniainrete.it 
 www.graffinrete.it
 www.basilicatanet.it