Recensioni

Una serrata monografia del prof. Faggella è Il Nulla nominato, studi sul pensiero e sull’arte di G.Leopardi ( con prefazione di N.Longo) Finiguerra 2003


di Raffaella Faggella

Mercoledì 11 luglio 2007 "uscita n. 1"

Uno spaccato del libro

Il Prof.Faggella, storico cultore del poeta recanatese, così sottolinea nella sua informatissima opera l’eccezionale commistione della filosofia e dell’arte che si riscontra nei Canti :”Non è certo agevole ricostruire l’iter della speculazione leopardiana, anzi è particolarmente difficile tracciare o seguire un percorso lineare evolutivo; giacché se ci limitiamo alla sola analisi dello Zibaldone, se ne trae l’impressione che il pensiero del recanatese non solo non procede per via rettilinea, ma talvolta s’ingorga o addirittura, correggendosi spesso, ritorna a considerazioni precedenti, sicché, in quella numerosa congerie di dati apparentemente discordi non sempre è possibile trovare un comune fondo sistematico. Non dobbiamo, inoltre trascurare che non solo ci troviamo di fronte ad un pensiero che è estremamente flessibile e poco propenso a farsi schematizzare, ma che il compilatore di quegli appunti fu prima di tutto un poeta, e non un poeta qualsiasi, non fosse altro perché in un certo momento della sua storia pensò originalmente di fare dell’arte la forma privilegiata e più adatta ad esprimere il suo pensiero. Soprattutto per questo, ove si consideri la particolare natura dell’opera leopardiana, non bisogna commettere l’errore di scomporre una tale unità”. Non a caso N. Longo, così nota nella sua interessantissima prefazione:” Non è un caso che Marino Faggella apra questo libro con uno studio sul rapporto di Leopardi con la filosofia. Leopardi è un grandissimo poeta perché è un grandissimo filosofo. Da questa conclusione credo che non si possa più recedere. Dunque si deve attraversare la sua visione del mondo, disperata ma vera, se si vuole avere la possibilità di attingere alla sua poesia. E Marino, in questo attraversamento, si appoggia ai grandi maestri del Novecento che ci hanno aperto la strada in fondo alla quale ci è concessa la possibilità di cogliere qualche barlume della grande luce che l’opera di Leopardi emette. Da Binni a Luporini, da Timpanaro a Blasucci, a Severino. Importante è la citazione finale del capitolo perché nell’aver saputo cogliere come per Giacomo l’immaginazione, o non esiste o si identifichi con la riflessione, significa porsi nelle migliori condizioni per l’ascolto della voce del grande poeta. Questo lo spirito e gli intendimenti che hanno condotto l’autore di questo libro a sottoporsi, con gioia e con sacrificio, all’impresa di comprendere l’opera di uno dei massimi poeti e pensatori di tutti i tempi. Concludendo, voglio sottolineare il coraggio con cui Faggella ha saputo affrontare i nodi fondamentali della critica leopardiana, senza timori reverenziali e senza presunzione, ma con la consapevolezza delle difficoltà della sua ricerca. Grande merito gli va riconosciuto nell’aver scelto di far prevalere i testi del suo autore e di esprimere il proprio punto di vista a partire da questi. Il che mi sembra, anche, una buona lezione di metodo”.

Proprio la stretta interdipendenza della filosofia e della poesia, continua l’autore, dovrebbe da sola convincere qualsiasi lettore del Leopardi che non v’è luogo in questa materia per alcuna divisione netta delle parti o schematizzazione di concetti, soprattutto quando si sia in presenza di un sistema aperto come quello del recanatese, che proprio per questo richiede da parte del lettore mobilità di pensiero e grande duttilità. L’acquisizione di un tale metodo di ricerca aperta non deve, però, indurci al rifiuto di quei dati che nell’indagine leopardiana dovrebbero già essere acquisiti, ma che purtroppo talvolta vengono messi in discussione come è accaduto al cosiddetto “pessimismo” leopardiano, a proposito del quale anche uno studioso eminente come il Luporini ha avanzato qualche riserva. Pur ammettendo, come è stato ben sostenuto, che il pessimismo di Leopardi sia da spiegarsi con l’amore eccessivo verso la vita, non mi pare questa una ragione sufficiente per porre in dubbio la sua visione negativa del vivere e di pensare, addirittura, di fare un ottimista di quello che a ragione è stato definito “il primo profeta del nulla” e ritenuto uno dei più grandi pensatori dell’occidente per aver aperto la strada che sarebbe stata poi precorsa dai filosofi contemporanei, in particolare Nietzsche, il poeta filosofo del nichilismo, con il quale l’autore dei Canti ebbe in comune il possesso dell’ultima, tragica e dolorosa verità: l’annientamento della vita e delle cose, ma anche la fede nell’arte e nella poesia. Concludiamo questa nota con l’autorevole giudizio di A.Coppola, che in questi termini parla del libro:” La produzione intorno a Leopardi si infittisce ancora di più con l’edizione “Il Nulla Nominato” di Marino Faggella. La copiosa messe di studi su Leopardi è talmente cospicua che, il solo pensare ad un libro su un  poeta così importante ci fa tremare i polsi. Ma il volume di cui ci stiamo occupando non ha il minimo sospetto dell’azzardo, in quanto l’autore di questa bella monografia è persona di solidi studi che già ha al suo attivo un approfondito ed illuminato testo sul poeta di Montemurro, Leonardo Sinisgalli(…). Il saggio leopardiano riveste un tale interesse che si è obbligati quasi a riportare il contenuto dei singoli capitoli, ognuno dei quali illumina poliedrici aspetti della eccelsa arte del Recanatese. Dieci folti e ricchi capitoli, infatti, affrontano il Leopardi nella sua parabola poetica-storica-filosofica-politica e ne tracciano davvero un quadro esaustivo; Faggella si è immerso nella sterminatissima bibliografia e ha forato la rete delle titubanze, le resistenze, i timori che un Poeta di siffatta portata inevitabilmente genera (….); l’autore consegna alla storiografia leopardiana un tassello importante, a lui va ogni merito per la certosina pazienza e per l’amore tutto meridionale trasfuso in queste pagine prestigiose”.   

 

Scheda dell’Autore

Marino Faggella, laureato in lettere classiche presso l’Università “Federico II” di Napoli, vive e lavora a Potenza quale professore ordinario di Italiano e Latino nel Liceo Classico  “Q. Orazio Flacco”. Già da anni svolge attività di docente presso la Scuola di Specializzazione dell’Università di Basilicata. Si è gia occupato di studi leopardiani, pubblicando sullo stesso autore i seguenti articoli e saggi: Leopardi e l’odiosamata filosofia “ Nuova Paideia”, anno XVI, 2, 1997; Leopardi-Proust, la ricerca del tempo e il procedimento della memoria involontaria, “Avanguardia”, n.13, anno V, 2000; G. Leopardi, natura e ragione e il reagente della religione, “Silarus”, n.212, anno XL, 2000; Leopardi e l’anima romantica, “L’Areopago letterario”, n.3-4, anno XVI, 2000;  Leopardi e lo stato, “ Dismisura”, graffinrete 22/10/01; G. Leopardi, dalla crisi del sistema storico alla visio cosmica, “Opinioni”, XXXVII, 2002. I suoi interessi di studioso sono stati rivolti, inoltre, a temi di linguistica e critica letteraria ( Genesi e caratteri dello strutturalismo dal formalismo russo alla semiotica ; La critica militante di L. Sinisgalli; Manzoni tragico; L Pirandello, dalla narrativa al teatro); alle letterature classiche ( Il mito del poeta e la fortuna di Orazio; Orazio e il potere ); Alla storia e alla cultura letteraria del Sud e della Lucania ( Federico II  in controluce; Storia di Ruggiero di Lauria; Da Levi a Scotellaro; Il clima culturale del dopoguerra e la letteratura lucana dell’impegno; La vetusta Maratea). Ha svolto consistenti indagini e studi su L.Sinisgalli, apparsi a più riprese su riviste e periodici quali: “ Silarus”, “Avanguardia”, “ Nuova Paideia”, “Basilicata Regione”, ( La )” Procellaria”, “Quaderni di Humanitas”. L’interesse per l’autore del Furor ha prodotto il consistente saggio monografico: L. Sinisgalli, un poeta nella civiltà delle macchine, edito a Potenza da Ermes nel 1996, del quale hanno dato conto studiosi e specialisti quali D.Valli, Manacorda, Gioanola, Saccone, Pasquini ( “La Rassegna della Letteratura Italiana”, 1998, II ).

Indirizzo: Via Adriatico 14 Potenza / Email:M.Faggella@tiscali.it  / tel.0971- 51049.

 

 Roma, 16 maggio 2003